
La Svizzera, anziché svolgere una funzione di neutralità imparziale e laica, si sta muovendo con condiscendenza verso uno Stato, Israele, fondamentalmente religioso, privo di una Carta costituzionale e che mostra di non avere alcun rispetto per il diritto internazionale. È la critica espressa in una missiva indirizzata al consigliere federale Ignazio Cassis da Costituzione radicale, secondo cui il ruolo del Governo “è quello di operare a favore dell’equilibrio e della stabilità nel mondo e di promuovere il rispetto delle leggi internazionali”.
“Violazioni gravissime del diritto internazionale”
Purtroppo, secondo i mittenti della lettera, “dobbiamo prendere atto che si sta perpetrando una politica internazionale di indulgenza in funzione di interessi specifici, verso un paese che si sta macchiando da anni di violazioni gravissime del diritto internazionale”. Tra queste viene citata l’approvazione nel 2023, da parte del governo Netanyahu, “della costruzione di più di diecimila unità abitative nei territori della Cisgiordania, occupati dalla fine della Guerra dei Sei Giorni del 1967 e considerati da quasi tutta la comunità internazionale terra palestinese”. Si tratta “di un vero e proprio insediamento vietato esplicitamente dalla Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949”.
La situazione a Gaza
Nella striscia di Gaza, “fermo restando la decisa condanna dell’esecrabile atto terroristico perpetrato da Hamas il 7 di ottobre 2023, l’embargo illegale imposto da Israele sta portando ad una crisi umanitaria di dimensioni abnormi: 2 milioni di persone si trovano sostanzialmente senza luce, acqua potabile, assistenza medica”. Il movimento Costituzione Radicale, infine, si dice “estremamente preoccupato” per la posizione che la Svizzera ha in merito ai contributi all’agenzia UNRWA, che ha un ruolo essenziale per la tutela e il soccorso di tutti quei civili e profughi palestinesi “che non hanno sostanzialmente alcuna tutela”.

