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Svizzera
Costi salute, i Cantoni scettici su limite di spesa
Foto CdT
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Keystone-ats
6 anni fa
Per la Conferenza dei direttori cantonali della sanità sarà difficile perseguire l’obiettivo del Consiglio federale. Chiesto un margine di tolleranza per il tetto massimo dei costi

I Cantoni ritengono che il limite di spesa per le cure mediche proposto dal Consiglio federale sia difficilmente realizzabile. Pur sollevando alcuni interrogativi, considerano invece ragionevole l’obbligo di ricorrere a una prima consulenza presso un medico di famiglia, uno studio medico e un centro di telemedicina.

Cosa prevede il pacchetto presentato dal Consiglio federale

Il pacchetto di misure, volto a risparmiare un miliardo di franchi all’anno, è stato presentato lo scorso mese di agosto dal Consiglio federale. Si tratta di un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare “Per premi più bassi - Freno ai costi del settore sanitario”, depositata dal PPD, ed è stato posto in consultazione fino al prossimo 19 novembre. Una proposta centrale di questo pacchetto è il tetto massimo dei costi che dovrebbe permettere al Consiglio federale di fissare un obiettivo di costo globale nazionale. Le casse malattia e i fornitori di servizi sarebbero tenuti a garantire il raggiungimento di questo obiettivo. E i Cantoni a farli rispettare. La proposta di legge lascia aperta la possibilità di intervenire in caso di superamento degli obiettivi.

Per i Cantoni l’obiettivo del Governo è difficilmente praticabile

I Cantoni ritengono tuttavia che sarà difficile far rispettare l’obiettivo, scrive oggi la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) nella sua risposta alla procedura di consultazione. Secondo la CDS, un obiettivo annuale non è praticabile a causa della mancanza di dati e degli inevitabili ritardi. Per le stesse ragioni, i Cantoni ritengono di non poter intervenire in caso di sforamento. Già oggi le previsioni dei costi variano notevolmente, il che rende difficile per i Cantoni stimare i costi. Quelli con meno risorse avrebbero molta difficoltà a raggiungere un simile obiettivo. La CDS chiede pertanto che siano fissati margini di tolleranza per il tetto massimo dei costi.

I Cantoni favorevoli alla consultazione iniziale

La CDS accoglie invece con favore l’idea di una consultazione iniziale obbligatoria prima di una visita da uno specialista. Occorre tuttavia evitare di svantaggiare i malati cronici e i pazienti anziani o con multimorbidità. Il rischio - sostiene la CDS - è che i pazienti che finora erano liberi di decidere a chi rivolgersi per le cure diventino dipendenti dalla consultazione iniziale. Un altro rischio è che la remunerazione forfettaria prevista per la prima consultazione non sia sufficiente a coprire i costi, cosicché i prestatori di questo primo servizio preferiscano occuparsi in primo luogo dei pazienti più giovani e più sani.

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