
La Svizzera avrebbe potuto essere più «pugnace» nei confronti della Francia durante le discussioni sulla ripartizione dei costi del vertice del G7 di Évian. Lo afferma la consigliera di Stato ginevrina Carole-Anne Kast ricordando che il conto per il suo Cantone ammonta a 31,6 milioni di franchi.
Di questa somma, 12,5 milioni saranno coperti dalla Confederazione, precisa Kast in un'intervista pubblicata oggi dal giornale economico L'Agefi. Berna si era impegnata ad assumere l'80% delle spese di sicurezza sostenute dai Cantoni interessati, ma l'importo complessivo supera il budget a disposizione.
Per i circa 20 milioni di franchi rimanenti, Ginevra continua a chiedere che sia la Francia a farsene carico. Parigi, però, ha finora eluso la questione. «A lungo termine, ciò potrebbe pesare sulle nostre relazioni regionali», avverte la consigliera di Stato.
Kast critica anche l'atteggiamento delle autorità federali durante le trattative. «La delegazione avrebbe sicuramente potuto essere più ferma nei negoziati iniziali», sostiene. «Forse abbiamo fatto troppo affidamento sulla diplomazia e non siamo stati abbastanza pugnaci», aggiunge, spiegando che la Svizzera non si aspettava una tale rigidità da parte francese.
Dopo il vertice del G8 del 2003, la Francia aveva sostenuto gran parte dei costi. Quest'anno, invece, diversi consiglieri di Stato hanno espresso sorpresa e irritazione per quella che considerano una mancanza di considerazione da parte di Parigi.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha comunque ringraziato la Svizzera al termine della sua conferenza stampa conclusiva del G7 di giugno. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha inoltre avuto un incontro bilaterale a Évian con l'allora primo ministro britannico Keir Starmer, ma formalmente era stato invitato solo alla cena di gala del vertice.
Nel dettaglio, Kast precisa che, oltre ai 12,5 milioni provenienti dalla Confederazione, 13 milioni di franchi sono stati spesi per il pagamento degli straordinari dei 1500 agenti di polizia impiegati. A questi si aggiungono un milione proveniente dal fondo cantonale di indennizzo da sei milioni destinato ai danni subiti dalle imprese, tre milioni per altre misure di sicurezza, come la protezione dell'area aeroportuale, e circa 500'000 franchi per la cibersicurezza.
La consigliera di Stato ribadisce infine che il Cantone non intende compensare le perdite delle attività commerciali ginevrine. Una posizione criticata da diversi settori economici, tra cui gli esercenti e i ristoratori.
Secondo la Federazione delle imprese romande (FER), le perdite complessive ammonterebbero a 300 milioni di franchi. «Mi sembra una cifra molto elevata», si limita a commentare Kast.

