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Lotta allo spreco
Cosa mettono gli svizzeri nel sacco? L'UFAM frugherà tra i rifiuti
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Ogni 10 anni l'Ufficio federale dell'ambiente analizza la composizione dei rifiuti urbani per determinare l’efficacia della gestione dei rifiuti in Svizzera e identificare possibili miglioramenti. La direttrice Katrin Schneeberger: "C'è ancora molto da fare".

Che cosa finisce con maggiore frequenza nella spazzatura? Qual è la percentuale di rifiuti che potrebbe essere riciclata? Quanto cibo viene buttato via? Sono domande che si pone l'Ufficio federale dell'ambiente che ogni 10 anni, dal 1982, analizza la composizione dei rifiuti urbani. La prossima analisi verrà svolta durante questo mese di novembre presso il centro di riciclaggio di Perlen (LU), dove verrà esaminato il contenuto di 16,5 tonnellate di sacchi di rifiuti provenienti da 33 comuni rappresentativi. L'obiettivo è determinare come funziona la gestione dei rifiuti in Svizzera e dove sono possibili miglioramenti.

700 kg di rifiuti pro capite

Ogni anno la popolazione elvetica produce circa 700 chilogrammi di rifiuti pro capite. Una cifra, questa, tra le più alte a livello europeo, ha affermato oggi ai media la direttrice dell'UFAM Katrin Schneeberger, presentando il progetto. "In passato abbiamo ottenuto diversi successi, ad esempio per quanto concerne il riciclaggio. Ma il traguardo è ancora lontano", ha messo in guardia Schneeberger.

I risultati delle analisi

I risultati dell'analisi forniscono importanti indicazioni sulle abitudini di consumo della popolazione e sulla relativa evoluzione negli ultimi anni. L'indagine offre anche utili spunti ai comuni per impostare e ottimizzare la raccolta separata dei rifiuti. "Se nel resto del mondo si consumassero altrettante risorse e si gettassero tanti rifiuti come in Svizzera sarebbero necessari tre pianeti", ha ricordato Schneeberger, aggiungendo che "l'economia circolare è una delle soluzioni che ci consentirà di uscire da questo vicolo cieco".

Cosa è emerso l'ultima volta

Secondo lo studio del 2012, molti materiali riciclabili finiscono ancora nella spazzatura. Si stima che circa un quinto dei rifiuti avrebbe potuto essere riciclato. Due terzi di questi materiali riciclabili inutilizzati sono costituiti dai cosiddetti rifiuti biogeni, cioè rifiuti che possono essere compostati o fermentati. Per contro, rispetto alle analisi precedenti, i dati 2012 hanno registrato un calo della percentuale di carta e cartone: la prima è diminuita dal 16 al 13,5% mentre il cartone dal 4 al 3,8%. Sulla composizione dei rifiuti è inoltre stata registrata per la prima volta la percentuale di prodotti alimentari nei rifiuti quale sottocategoria dei rifiuti biogeni. Risultato: questi rappresentano quasi un sesto dei rifiuti domestici.