Cerca e trova immobili
Società
Corruzione, la Svizzera percepita come meno resistente. Thalmann: «C’è un problema di nepotismo»
© Shutterstock - Ticinonews
© Shutterstock - Ticinonews
Redazione
10 ore fa
Il settore pubblico in Svizzera è sempre meno resistente alla corruzione. O almeno, questa è la percezione secondo l’indice pubblicato da Transparency International. Ticinonews ne ha parlato il direttore della sezione svizzera Urs Thalmann.

Una cartina del mondo, con alcune nazioni colorate in rosso. Fra queste, spiccano il Sud Sudan e la Somalia. Con una tintura più scura rispetto alle altre, sono i due Stati in fondo alla classifica stilata in base a quanto il settore pubblico è percepito come corrotto. Questi due Paesi hanno nove punti a testa su 100. La Svizzera ne ha molti di più (80) piazzandosi, così, non troppo distante dalla Danimarca, prima della classe. Ma ciò non vuol dire che la Confederazione sia priva di pecche. E non tanto perché rispetto all’anno scorso ha perso un punto, bensì perché ne ha persi ben 6 dal 2015. Un calo di cui abbiamo discusso con il direttore della sezione svizzera di Transparency International, Urs Thalmann. «Non è un’accusazione verso nessuno: semplicemente, nel confronto con dieci anni fa, si vede che l’idea di poter corrompere l’amministrazione è più alta». E se l’idea è più alta, anche la possibilità che ciò avvenga è più elevata. «In questo senso, la perdita di punteggio indica che c’è comunque un problema di rischio di corruzione in Svizzera».

Opinione di esperti e imprenditori

È bene specificare che il punteggio riflette l’opinione di esperti e imprenditori. L’indice di percezione della corruzione non misura solo, per esempio, la vulnerabilità dell’amministrazione pubblica alle tangenti, ma anche al nepotismo. «Il punto importante è che, sulla base dell’indice, si vede che la percezione degli esperti sulla possibilità di avanzare o ottenere vantaggi tramite il nepotismo è aumentata. Questo ci fa pensare che sì, c’è effettivamente un problema di nepotismo».

I fattori principali

Ma quali sono i fattori che lo alimentano? Qui entrano in gioco i cantoni, che rappresentano il 43% della spesa pubblica in Svizzera, ma anche i comuni, che rappresentano il 24%. «È naturale che esistono sia misure contro la corruzione, sia un sistema di compliance che si applica, come nelle aziende». A mancare, dunque, c’è quindi un’analisi specifica «sui problemi di corruzione, sugli ambiti in cui esiste un rischio e, sulla base di questo rischio, l’adozione di misure mirate».

Lotta alla corruzione

Infine, nella lotta alla corruzione nell’amministrazione federale è fondamentale la nuova strategia di Berna, anche se – secondo la ONG – in essa non si fa cenno alla trasparenza del lobbismo. «La maggior parte delle leggi viene preparata a livello dell’amministrazione prima di passare al Parlamento». Già in questa fase ci sono gruppi di interesse «che in molti casi aiutano realmente l’amministrazione a capire cosa deve essere regolato e perché, trattandosi di questioni tecniche». Ma dietro ci sono anche interessi. «Quello che chiediamo è quindi più trasparenza: il lobbying è legale ed è anche necessario, ma diventa illegittimo quando non è trasparente e il cittadino non sa chi c’è dietro una certa formulazione di legge e per quale motivo», conclude Thalmann.