
È atterrato attorno alle 14.30 nei pressi di Marsiglia l'aereo con a bordo diversi svizzeri evacuati dalla regione cinese di Wuhan, particolarmente toccata dall'epidemia di coronavirus. Il velivolo si è posato su una pista della base militare francese di Istres-Le Tubé, secondo quanto indicato dal sito flightradar24.
In una nota, un portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato la partenza da Wuhan di cinque svizzeri e dei loro tre più stretti parenti cinesi e l'atterraggio in Francia. Tutti i passeggeri hanno concesso il loro accordo alle condizioni formulate dalle autorità francesi per una partenza organizzata.
Le autorità francesi sono responsabili delle procedure e delle misure mediche a cui i rimpatriati dovranno attenersi, ha ricordato il DFAE, precisando che a causa del numero relativamente esiguo di cittadini svizzeri coinvolti, è stata data priorità alla cooperazione con i Paesi terzi per allestire una partenza organizzata. Berna ringrazia pertanto Parigi per il suo sostegno e assicura che continuerà a seguire da vicino la situazione.
Quarantena nel sud della Francia
L'A380 della compagnia Hi Fly Malta trasportava passeggeri provenienti da 30 Paesi europei, in particolare Francia, Austria e Belgio, ha da parte sua affermato il ministro francese degli affari esteri Jean-Yves Le Drian.
Tutti sono stati sottoposti a controlli sanitari prima dell'imbarco all'aeroporto di Wuhan. Durante il volo hanno indossato mascherine, mentre il personale di bordo era protetto da speciali tute, secondo quanto si vede su alcuni video pubblicati su twitter dal giornalista della CNN Antoine Crouin, in contatto con un passeggero.
Una parte di questi ultimi sarà ospitata presso l'Ensop (Ecole nationale supérieurs des officiers de sapeurs-pompiers), un centro che dispone di 500 monolocali nel comune di Aix-en-Provence, dove resteranno in quarantena per 14 giorni.
Cinesi in Svizzera, nessun pericolo
Intanto l'ambasciatore cinese a Berna, Geng Wenbing, in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag ha tenuto a rassicurare la popolazione. Nonostante la rapida diffusione del coronavirus e la segnalazione di persone contagiate in oltre venti Paesi, i cinesi attualmente in Svizzera non rappresentano alcun pericolo, ha affermato.
Tutti i turisti e residenti cinesi che si trovano nella Confederazione sono stati contattati, ha precisato il responsabile della missione diplomatica cinese in Svizzera. Sul territorio elvetico sono rimasti solo pochi turisti. Per i cittadini cinesi è stata istituita una linea telefonica attiva 24 ore su 24.
Inoltre, "tutti i membri dell'ambasciata devono rimanere a casa per 14 giorni al loro ritorno dalla Cina", ha proseguito Wenbing. Il ricevimento per il capodanno cinese previsto inizialmente l'8 febbraio è stato annullato per motivi precauzionali. Al momento non è consigliabile riunire centinaia di persone in una sola stanza, ha rilevato l'ambasciatore.
Alla domanda sul perché Air China continui a mantenere tre voli alla settimana tra Ginevra e Pechino quando Swiss li ha sospesi, Wenbing ha risposto che il suo Paese deve mantenere una linea di trasporto aperta. Nel contempo la salute della popolazione viene garantita: a tutti i passeggeri viene misurata la febbre al momento dell'imbarco e dello sbarco.
Finora il Consiglio federale non ha emesso restrizioni di viaggio. Ciò significa, precisa Wenbing, che la Svizzera ha fiducia nella gestione cinese della crisi.
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