
Le coppie di gay e lesbiche vogliono poter adottare dei bambini. Una petizione presentata oggi a Zurigo, in occasione di EuroPride 2009, chiede che le coppie omosessuali che hanno registrato la loro unione siano equiparate in questo campo alle coppie sposate. Il diritto vigente autorizza l'adozione di bambini alle coppie sposate e ai single che adempiono determinati criteri. In teoria gli omosessuali celibi possono adottare dei bambini, ma questo diritto è negato ai gay e alle lesbiche che hanno fatto registrare la loro unione. "Il divieto non serve a nulla e non protegge nessuno", hanno sottolineato i rappresentanti del comitato che ha lanciato la petizione, sostenuta dalle organizzazioni di omosessuali Pink Cross e LOS. Se all'interno di una coppia registrata muore un partner, il figlio di quest'ultimo rischia di essere svantaggiato per quanto riguarda il suo mantenimento o un'eventuale eredità. Ad essere particolarmente toccate dalla problematica sono le donne omosessuali. Secondo diversi studi, infatti, fra un terzo e il 50% delle lesbiche hanno un bambino e il tasso si situa al 20% fra i gay. "Ormai è una realtà: molti bambini hanno genitori omosessuali e non si può fare come se nulla fosse", ha dichiarato Nadja Herz, avvocato di Pink Cross. Nessuna disposizione legale tutela le sorti di queste famiglie "arcobaleno". A pagarne le conseguenze sono anche i bambini, che in caso di un "duro colpo" non hanno la sicurezza di una persona che si occupi di loro, né il diritto di scegliere il o la partner del padre o della madre come genitore adottivo. Denominata "Uguali opportunità per tutte le famiglie" ("Gleiche Chancen für alle Familien"), la petizione si rivolge al Consiglio federale e alle Camere e può essere firmata a partire da oggi. Del comitato che l'ha lanciata fanno parte rappresentanti della comunità omosessuale. L'idea è tuttavia partita da un 20enne eterosessuale, Adrian Mangold, membro dei giovani socialisti di Basilea, che lo scorso dicembre ha dato il via a un gruppo di mobilitazione su Facebook. Il gruppo ha finora raccolto 750 adesioni. Per Mangold, "l'obiettivo è di avviare il dibattito" e "spiegare l'argomento alla popolazione svizzera che finora non ha potuto confrontarsi con esso". ATS
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