
Per la tornata salariale 2019, Coop ha deciso di aumentare in media dell'1% gli stipendi dei suoi dipendenti. Il gruppo, che attualmente paga due terzi dei contributi della cassa pensioni, aumenterà anche il suo impegno di 20 milioni di franchi all'anno.
Il gigante del commercio al dettaglio ha precisato, in un comunicato stampa, che con queste misure intende ringraziare i suoi dipendenti per il loro impegno, nonostante un contesto difficile per il settore. Oltre alle possibilità di perfezionamento, ai collaboratori sono riservati anche premi di fedeltà e numerosi ribassi.
Insodisfatti i sindacati: "Adeguamento salariale troppo basso"
Malgrado l'adeguamento salariale, i sindadati - tra cui la Società svizzera degli impiegati di commercio (SIC), Syna, OCST e Unia - si rammaricano che non sia stato raggiunto un accordo nelle trattative. I partner sociali reputano infatti il risultato "insoddisfacente" visto che la situazione nel commercio al dettaglio si è rischiarata e anche lo sviluppo degli affari del gruppo Coop è positivo.
"Visto il positivo sviluppo degli affari della Coop, al quale le collaboratrici e i collaboratori hanno attivamente contribuito, e il rincaro dei prezzi, un aumento generale dei salari per tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori sarebbe stato appropriato" scrivono i sindacati in una nota. "I rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori e le/i loro affiliate/i deplorano la decisione della Coop, di distribuire l’aumento salariale dell’1% solo individualmente. In questo modo, non tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori hanno la certezza di salvaguardare il loro potere d’acquisto. Senza tener conto dell’attuale sviluppo generale dei prezzi, una distribuzione individuale non prevede una parità di trattamento dei collaboratori e delle collaboratrici a differenza di un amento generale o parzialmente generale dei salari. Non è possibile che anno dopo anno una parte delle/dei dipendenti, spesso quelli con più anzianità di servizio, perda potere d’acquisto".
"I prezzi al consumo" aggiungono i sindacati, "aumentano di nuovo per la prima volta da anni. Si aspetta un tasso di inflazione tra 0.8-1%. L’aumento dei prezzi è un onere aggiuntivo per i budget delle collaboratrici e dei collaboratori, che già devono fare i conti di anno in anno con le crescenti spese per le casse malati, gli affitti e i maggiori contributi per le casse pensioni dei lavoratori e delle lavoratici da gennaio 2019 (+0.7% del salario assicurato)".
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