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Svizzera
Convenzione Svizzera-Francia: commissione vuole rinegoziare
Redazione
13 anni fa

La convenzione sulle successioni con la Francia dovrebbe essere rinegoziata. Con 11 voti senza opposizioni la Commissione dell'economia del Consiglio degli Stati non intende allinearsi al Nazionale, che si è espresso a larga maggioranza contro l'entrata in materia. Chiede nuove trattative più globali. Con 13 voti senza opposizione, la commissione propone al plenum di rinviare il dossier al Consiglio federale affinché rinegozi l'accordo nell'ambito di un "dialogo ristrutturato", hanno indicato oggi i servizi del Parlamento. Se il Consiglio degli Stati segue il parere della commissione e il Nazionale ribadisce la sua opposizione, l'accordo sarà tuttavia affossato. La convenzione tra Berna e Parigi, volta ad evitare i casi di doppia imposizione in materia di tassazione degli eredi, era stata bocciata dal Nazionale durante la sessione invernale delle Camere federali. La maggioranza di centro destra, e in particolare i deputati romandi, avevano voluto dare un segnale chiaro alla Francia e a tutti i Paesi tentati da un tale accordo con cui si prevede che la tassazione delle successioni non avvenga più in base al domicilio del defunto, bensì degli eredi. Parigi avrebbe potuto così tassare le persone che sono domiciliate sul suo territorio da almeno otto anni se ricevono un'eredità da una persona residente in Svizzera. Evitare il vuoto giuridico Per la commissione, l'accordo peggiora non soltanto la situazione dei Francesi con il domicilio in Svizzera, ma anche dei cittadini elvetici residenti in Francia. Essa non vuole tuttavia correre il rischio che Parigi denunci la convenzione di doppia imposizione applicata attualmente e in vigore dal 1953. A suo avviso, l'assenza di qualsiasi accordo provocherebbe troppa insicurezza giuridica. La commissione preferisce quindi puntare su nuove trattative che includano diversi altri contenziosi con la Francia. Ritiene infatti che Parigi sia pure interessata ad adottare regole chiare per evitare la doppia imposizione in caso di eredità. Nuove regole Del testo, firmato nel luglio scorso a Parigi da Eveline Widmer-Schlumpf, a non piacere è inoltre la disposizione relativa alla tassazione dei beni immobili. In base alla convenzione, gli eredi domiciliari in Francia di immobili situati in Svizzera verrebbero tassati col diritto francese. L'accordo non rispetterebbe gli standard dell'OCSE secondo cui l'imposta spetta allo Stato in cui è morto il defunto. L'intrusione della Francia nelle competenze dei cantoni è ritenuta inammissibile. Inoltre, non v'è reciprocità e l'accordo - così com'è stato firmato - è pertanto svantaggioso per la Svizzera.

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