
In diversi cantoni si chiede il divieto di indossare il velo per le allieve, fatto che infiamma il dibattito politico. Nel 2015 il Tribunale federale aveva giudicato un divieto nelle scuole incompatibile con la Costituzione.
A Zurigo e Argovia i parlamenti cantonali hanno già approvato mozioni in tal senso volte a vietare il velo. A Berna, Zugo e Sciaffusa sono pendenti richieste simili. Anche il Gran Consiglio di San Gallo ha approvato una mozione che comporterà il divieto di indossare il velo per le insegnanti. A differenza degli altri Cantoni, tuttavia, in questo caso il divieto si applica esclusivamente al personale docente. Dal punto di vista giuridico, un divieto che riguardi le alunne è più delicato.
Proposta di legge
A Zurigo e Argovia, il Consiglio di Stato dovrà elaborare una proposta di legge. La direttrice dell'istruzione zurighese Silvia Steiner (Centro) ha ribadito, dopo la decisione del Gran Consiglio del 31 agosto, che il Consiglio di Stato è disposto a elaborare un progetto conforme alla Costituzione.
Già ora si preannuncia un'opposizione da parte del Consiglio centrale islamico di Zurigo, che sul proprio sito web afferma di essere pronto a sostenere un referendum nel caso in cui venisse presentato un progetto di legge. «Oltre 1.000 persone si sono già iscritte alla nostra mailing list», si legge sul sito.
Le critiche
Le critiche provengono anche da altre organizzazioni islamiche. «Credo che il divieto del velo di per sé non risolva alcun problema», ha affermato alla SRF Abduselam Halilovic, membro del comitato direttivo dell'Associazione delle organizzazioni islamiche di Zurigo.
Il divieto di un determinato indumento non cambia nulla riguardo alla coercizione, ammesso che esista, aggiunge Halilovic. Al contrario, comporterebbe un ulteriore peso per le ragazze interessate, poiché si troverebbero di fatto in un conflitto permanente tra famiglia, scuola o società in generale, ha proseguito.
Attuazione incostituzionale
Anche nel Cantone Argovia il Consiglio di Stato dovrebbe elaborare una proposta di legge. Interpellato da Keystone-ATS, il consigliere agli Stati Thierry Burkart (PLR/AG) si è espresso a favore del divieto. Il velo, secondo lui, è un simbolo di oppressione ed emarginazione. «La mozione non è diretta contro una religione, ma contro una coercizione esercitata specificamente sulle ragazze», scrive.
«I valori liberali comprendono la tutela contro questa coercizione (protezione dei minori)». Il Consiglio di Stato sarebbe inoltre libero di decidere quali norme sull'abbigliamento includere, per cui potrebbero essere vietati anche berretti e altri copricapi, aggiunge Burkart.
Il Consiglio di Stato argoviese si era invece espresso in modo critico riguardo all'elaborazione di un progetto di legge. La direttrice dell'istruzione Martina Bircher (SVP), dopo la votazione sulla mozione del 25 agosto, ha ammesso che il velo possa essere espressione di oppressione. Allo stesso tempo, il governo cantonale ha fatto riferimento alla sentenza del Tribunale federale del 2015, in cui si affermava che interessi pubblici quali la neutralità religiosa della scuola, la sua funzione di integrazione o la parità tra uomo e donna non giustificherebbero un divieto generale di indossare il velo per le studentesse.
San Gallo e il Tribunale federale
Il punto di partenza di questa sentenza di principio è stata una controversia nel comune sangallese di St. Margrethen: lì le autorità scolastiche erano in conflitto con una famiglia musulmana riguardo all'uso del velo da parte della figlia dodicenne. All'epoca la direzione scolastica fece riferimento al regolamento scolastico, che vietava l'uso di qualsiasi copricapo durante le lezioni. La famiglia presentò ricorso e ottenne ragione in ultima istanza davanti al Tribunale federale.
Anche il Consiglio federale respinge il divieto di indossare il velo per le allieve. Lo ha ribadito ancora una volta nel marzo di quest'anno in risposta a un'interpellanza. Un simile divieto violerebbe la Costituzione, in particolare la libertà di religione e i diritti personali e privati.
Caso particolare degli insegnanti
Le mozioni presentate a Berna, Zugo, Sciaffusa e Argovia si concentrano soprattutto sul divieto di indossare il velo per le alunne. Nel Canton Zurigo, il testo della mozione menziona specificatamente anche le insegnanti. Anche a San Gallo il divieto richiesto si concentra solo sulle insegnanti e include nel divieto l'uso generale di simboli religiosi da parte del personale docente.
L'occasione è stata un caso verificatosi nel 2025, in cui alcuni genitori si erano opposti all'assunzione di un'insegnante che intendeva insegnare indossando il velo. Poco dopo l'episodio è stata presentata la relativa mozione, approvata nella sessione estiva.
Cosa dice la legge
Dal punto di vista giuridico, vi è una differenza fondamentale tra il fatto che il divieto riguardi le alunne o le insegnanti. In alcuni cantoni esiste già un divieto di indossare il velo per le insegnanti.
Nella sentenza del 2015, il Tribunale federale aveva anche messo a confronto il Canton Ginevra, dove vige un divieto di indossare il velo per le insegnanti sancito dalla legge, con il caso di San Gallo. La normativa ginevrina sarebbe riconducibile a una «tradizione laica», si leggeva nella sentenza.
Nella sentenza, l'Alta Corte ha inoltre precisato che, a differenza della scuola e degli insegnanti, per gli alunni non sussiste alcun obbligo di neutralità religiosa. I diversi ruoli delle insegnanti e delle alunne potrebbero quindi svolgere un ruolo importante nell'elaborazione di concreti progetti di legge.

