
La maggior parte delle imprese quotate allo Swiss Market Index (SMI) hanno versato donazioni ai partiti politici nel 2015 e 2016. Dalla quinta inchiesta di Actares, associazione di azionisti per un'economia sostenibile, risulta che le più attive sono state banche e assicurazioni. Ma la trasparenza lascia a desiderare. Per quanto riguarda le banche, Credit Suisse sostiene tutti i partiti che ne fanno domanda e che sono rappresentati con un gruppo nell'Assemblea federale. Per questo scopo l'istituto finanziario mette a disposizione un milione di franchi all'anno, indica oggi Actares. L'UBS ha versato 1,6 milioni nel 2015 (anno elettorale) e 700'000 franchi nel 2016, ma solo ai partiti che "aderiscono ai principi della concorrenza e dell'economia di mercato", cioè UDC, PLR, PPD, PBD e PVL. Sul fronte delle assicurazioni, Swiss Life ha stanziato nel 2016 500'000 franchi destinati ai "partiti borghesi". Swiss Re e Zurich hanno finanziato partiti che favoriscono gli interessi del settore delle assicurazioni. Anche Novartis, Roche e Nestlé hanno attribuito soldi ai partiti politici: circa 620'000 franchi la prima, 270'000 la seconda e 220'000 la terza nel 2016. Adecco e Swatch Group non hanno invece fatto donazioni nel 2015 e nel 2016. Se queste imprese hanno indicato delle cifre per quanto riguarda i doni fatti ai partiti, esse sono più riservate quando si tratta di importi versati alle associazioni e ai comitati di votazioni o elezioni. In merito forniscono pochi dettagli sulle campagne politiche che hanno sostenuto finanziariamente o sulle somme elargite, si rammarica Actares. Tra le imprese dello SMI, solo la Julius Bär ha comunicato gli importi per le campagne di votazione. Il PLR ha per esempio ricevuto 50'000 franchi per quella contro l'iniziativa per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati, bocciata nel febbraio 2016. Swisscom ha versato una somma al fondo di campagna di economiesuisse, ma non precisa a cosa è servita. Novartis, Swiss Life, Syngenta e Zurich hanno riconosciuto di cooperare al finanziamento di campagna di associazioni, ma nessuno ha voluto esprimersi sui contenuti e gli importi, rileva Actares. L'organizzazione non è contraria a questa pratica, ma chiede più trasparenza. In particolare, le imprese quotate in borsa dovrebbero chiedere agli azionisti la loro opinione sulle direttive e i budget relativi ai finanziamenti di natura politica e informare apertamente sulle somme versate a questo titolo. Da notare che il popolo dovrà molto probabilmente esprimersi su questo tema. In ottobre i promotori dell'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza)" hanno depositato circa 110'000 firme alla Cancelleria federale. Il testo - sostenuto da un comitato nel quale figurano fra gli altri esponenti di PS, Verdi, PBD e PEV - esige che i partiti politici rendano pubbliche tutte le donazioni del valore superiore a 10'000 franchi all'anno.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

