
Anche lo zucchero può essere salato. Almeno alla cassa del supermercato: assieme a burro, pesce e frutti di mare, è uno dei generi alimentari che ha subito il rincaro più netto. In generale, "i consumatori percepiscono un significativo incremento dei prezzi dei generi alimentari rispetto a due anni fa (+7,7%)", indica il portale di confronti Comparis, che ha pubblicato il suo indice dei prezzi al consumo relativo a novembre 2023. "I prezzi dei beni di uso quotidiano in Svizzera sono aumentati dell’1,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Rispetto a ottobre 2023, i prezzi sono invece scesi dello 0,8%".
Gli aumenti maggiori
Tra i prodotti che hanno subito un rincaro di oltre il 10% sull'arco dei due anni ci sono il burro (+14,7%); lo zucchero (+13,7%); pesce e frutti di mare (+11,3%); pane, farina e cereali (+11%); latte, formaggio, uova (+10,8%) e margarina, grassi e oli commestibili (+10,5%).
Differenze tra indice Ust e Comparis
Oltre ai generi alimentari, su base annua il rincaro si è confermato anche sull'insieme dei beni di uso quotidiano: rispetto al novembre 2022, l'indice dei prezzi al consumo di Comparis presenta un aumento dell'1,6%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo calcolato dall’Ufficio federale di statistica è invece aumentato dell’1,4%: questo rilevamento misura l’andamento dei prezzi sulla base di un paniere rappresentativo di circa 1’000 beni e servizi, fra cui affitti e beni durevoli come auto e mobili, non considerati nell'indice di Comparis. L’indice dei prezzi al consumo di Comparis misura invece soprattutto l’inflazione percepita: "Per il calcolo viene considerato esclusivamente l’andamento dei prezzi dei beni consumati regolarmente dalla popolazione, come generi alimentari, medicamenti o vestiti, rimuovendo gli affitti e altri beni durevoli".
Anziani soli e fasce di reddito basse i più colpiti
Negli ultimi 12 mesi "il rincaro più alto è stato percepito dalle economie domestiche composte da una sola persona di età pari o superiore a 65 anni, che attualmente percepiscono un tasso di rincaro dell’1,8% rispetto all’anno scorso. Tuttavia, il costo della vita a novembre è diminuito dello 0,6% rispetto al mese precedente". Considerando il reddito, invece, "rispetto allo scorso anno il costo della vita è cresciuto soprattutto per la fascia di reddito più bassa. L’indice dei prezzi al consumo per questa categoria è aumentato dell’1,8%. A novembre, il tasso di inflazione è stato dello 0,6%". Per contro, "la fascia di reddito medio-alta è stata la meno colpita dal rincaro".

