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Svizzera
"Continuerò a guidare il PLR"
"Continuerò a guidare il PLR"
"Continuerò a guidare il PLR"
Redazione
7 anni fa
Petra Gössi, nonostante il calo dei consensi, è disposta a rimanere almeno fino al 2023 alla testa del partito

Malgrado il calo di consensi registrato alle elezioni federali, contrariamente ai suoi colleghi di UDC Albert Rösti e PS Christian Levrat, la presidente del PLR Petra Gössi intende continuare a guidare il partito anche nei prossimi anni. I liberali radicali dovranno essere più combattivi e useranno più spesso l'arma del referendum, afferma la consigliera nazionale svittese, che continuerà a difendere la svolta verde - un ecologismo borghese - avallata dal partito alla fine dello scorso mese di giugno.

Alle elezioni federali dello scorso autunno "ce la siamo cavata per il rotto della cuffia", ammette la 43enne in un'intervista pubblicata oggi dal Blick. Nell'elezione del Consiglio nazionale, designato con il sistema proporzionale, il PLR ha raccolto il 15,3% dei consensi, 1,1 punti in meno di quattro anni prima. Agli Stati ha conservato lo stesso numero di "senatori" (dodici).

"Certamente" ho pensato alle dimissioni, ma "non abbandono solo perché una volta sono esposta a venti contrari", dichiara la presidente, ricordando che durante i suoi primi tre anni alla testa del partito, il PLR è progredito nei cantoni. Ma poi "è arrivata l'onda verde".

A suo avviso del resto l'esito delle elezioni è congiunturale e dipende dai "megatemi" del momento: nel 2011 aveva fatto banco il disastro nucleare di Fukushima (Giappone), quattro anni dopo la "crisi dei profughi" e lo scorso anno quella climatica.

Insomma, in aprile si presenterà per un nuovo mandato di due anni davanti ai delegati (il PLR elegge i suoi vertici a scadenza biennale). Gössi indica comunque già di essere disposta a rimanere più a lungo, quindi perlomeno fino alle prossime elezioni federali, nel 2023.

La consigliera nazionale, che guida i destini del PLR da quattro anni, ha già pronte delle ricette per rafforzare quello che definisce il polo liberale elvetico, di fronte ai due poli conservatore e sociale. "Dovremo essere più combattivi e impertinenti (...). Dovremo anche impugnare più frequentemente il referendum per combattere le proposte di centrosinistra".

Un'altra chiave dei futuri successi del PLR sarà una politica più verde, secondo i principi accolti dal congresso del 22 giugno scorso su iniziativa della direzione. In questo caso, "se la base non avesse seguito, sarei partita. Su questo aspetto non avrei potuto farmi sconfessare". La svittese nega che l'assemblea dei delegati abbia proceduto per opportunismo politico, a quattro mesi dalle federali. Invece "abbiamo puntato sulla politica ambientale perché il tema ha grande valore per la popolazione".

Ma Gössi sottolinea che il verde del PLR poco o nulla ha a che fare con quello degli ecologisti e della sinistra. "Abbiamo elaborato nostre soluzioni liberali", migliori di quelle dei Verdi che sono confrontati a un conflitto di interessi. Gli ecologisti vogliono energie rinnovabili, ma poi quando si tratta di costruire impianti eolici e potenziare bacini idroelettrici pongono il veto per proteggere l'ambiente, denuncia in buona sostanza la 43enne.

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