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Consumi, ecco cosa ha infastidito di più gli svizzeri
Consumi, ecco cosa ha infastidito di più gli svizzeri
Consumi, ecco cosa ha infastidito di più gli svizzeri
Redazione
8 anni fa
Pubblicata la classifica nazionale delle lamentele: al primo posto controversie contrattuali relative ai consumi

Le organizzazioni dei consumatori hanno registrato 20'499 reclami nel 2018. Un numero di molto inferiore rispetto al 2017, quando le lamentele erano 48'200. Un calo drastrico dovuto principalmente alle denunce legate all'IVA indebitamente prelevata sul canone radiotelevisivo e allo scandalo del software Volkswagen fraudolento. Ma se si escludono questi due argomenti, i reclami sono comunque aumentati di circa il 4% rispetto al 2017, scrive l'Alleanza delle organizzazioni dei consumatori, che comprende ACSI, FRC e SKS. 

Per il terzo anno consecutivo, le organizzazioni dei consumatori hanno inoltre pubblicato la classifica nazionale delle lamentele e dei reclami, ricevute e trattate nel corso del 2018 tramite telefono, lettera, email o mediante i rispettivi siti interne. Al primo posto le questioni contrattuali relative a garanzie per difetti, i ritardi o le mancate consegne e le vendite su Internet. Seguono i litigi in materia di telecomunicazioni. Al terzo rango i metodi di vendita aggressivi e le pratiche commerciali scorrette.

La classifica completa

1° Rango (29%): Controversie contrattuali relative ai consumi (es. garanzia, fatturazione, consegna, e-commerce).

2° Rango (17%): Controversie in materia di telecomunicazioni (es. costi poco trasparenti, modifica del contratto).

3° Rango (16%): Metodi di vendita scorretti (ad es. mancato rispetto dell'asterisco, false ordinazioni).

4° Rango (10%): Assicurazione malattia (broker, chiusura del portafoglio clienti di alcune assicurazioni complementari, aumenti di premio).

5° Rango (7%): Pratiche delle società d’incasso (es. richieste di spese esorbitanti).

6° Rango (6%): Servizi finanziari: aumenti delle spese e riduzione delle prestazioni

Il restante 15% è rappresentato da problemi legati all'alimentazione (tra cui l’indicazione di provenienza, imballaggi fuorvianti e alimenti di scarsa qualità), allo sdoganamento, all’affitto a controversie sulla protezione dei dati, ecc.

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