
Gli imprenditori svizzeri dovrebbero essere garanti dei salari e delle condizioni di lavoro praticate da tutti i loro subappaltatori europei. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati - con 22 voti contro 18 - affrontando la modifica della Legge sulle misure accompagnatorie agli accordi di libera circolazione. Respinta dunque la proposta della sua commissione di limitare questa responsabilità ai soli subappaltatori diretti. In precedenza i senatori avevano approvato una proposta del Comitato misto UE-Svizzera sul riconoscimento delle qualifiche professionali. L'obiettivo è fare in modo che i prestatori di servizi originari dell'UE/AELS possano beneficiare di una procedura rapida di riconoscimento delle loro competenze. Oggi la procedura di riconoscimento delle qualifiche può durare fino a quattro mesi; in futuro le autorità dovranno concluderla entro uno/due mesi. I prestatori di servizi europei possono esercitare la loro attività nella Confederazione per un massimo di 90 giorni per anno civile, a condizione di disporre delle competenze professionali richieste in Svizzera. ATS
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