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Svizzera
Consiglio Stati discute di libera circolazione
Redazione
18 anni fa

Si è aperta stamane, con un dibattito sulla libera circolazione delle persone, una sessione speciale del Consiglio degli Stati. Al centro delle discussioni di entrata in materia: riunire o meno il rinnovo dell'accordo e la sua estensione a Romania e Bulgaria in un solo "pacchetto", come richiesto dalla commissione di politica estera presieduta da Dick Marty (PLR/TI), contrariamente al Consiglio federale, che auspica invece due decreti distinti. Marty ha sostenuto l'opinione della maggioranza della commissione di politica estera favorevole a un decreto unico. "Non è assolutamente possibile scegliere tra una libera circolazione coi 25 o coi 27", ha detto Marty basandosi sul principio di non discriminazione vigente nell'UE. Qualora la Svizzera non dovesse estendere l'accordo a Bulgaria e Romania - ha aggiunto - questi due Stati ostacolebbero le relazioni tra Svizzera e UE ogni qual volta sia richiesta l'unanimità. Il deputato ticinese ha inoltre evidenzianto i vantaggi economici derivanti dalla libera circolazione delle persone. Non ha tuttavia nascosto i problemi affrontati dalle regioni di frontiera come il Ticino. Secondo Marty, nel complesso l'accordo ha però permesso alle imprese elvetiche di attingere la manodopera straniera di cui ha bisogno. Inoltre l'afflusso non è stato "né massiccio né disordinato". Maximilian Reimann (UDC/AG) ha invece difeso la posizione di chi auspica due decreti distinti. A suo avviso una mancata estensione dell'accordo di libera circolazione non avrebbe conseguenze negative. Il rinnovo della libera circolazione delle persone viene per contro sostenuto da due terzi del gruppo parlamentare UDC. "La popolazione deve potersi esprimere in modo differenziato", ha detto Reimann, che considera un "pacchetto" unico poco democratico. Secondo Reimann il rinnovo e l'estensione a Bulgaria e Romania devono dunque essere mantenuti separati, come proposto dal Consiglio federale. Inoltre l'estensione dovrebbe essere congelata finché l'UE non abbia garantito di rispettare la "sovranità fiscale della Svizzera". Il dibattito di entrata in materia continua. ATS

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