
Alla fine, la montagna ha partorito il classico topolino. Così si potrebbe riassumere il lungo dibattito al Consiglio nazionale sul terzo pacchetto di misure di stabilizzazione congiunturale. Entrata in materia con due soli voti di maggioranza (93 a 91), la Camera del popolo non ha infatti poi voluto stanziare i mezzi (circa 250 milioni) destinati ai disoccupati che hanno esaurito le indennità e ai giovani alla ricerca di un impiego. Il dossier ritorna agli Stati. Alla fine, il Nazionale ha accolto il pacchetto con 94 voti contro 87, dopo averlo praticamente svuotato dei suoi contenuti. Dei 400 milioni previsti inizialmente dal governo ne sono infatti rimasti solo 65. Nel dibattito d'entrata in materia, la destra economica ha criticato con fermezza le misure di stabilizzazione. Fulvio Pelli (PLR/TI) ha parlato di "polvere negli occhi" e d'intervento "populista inteso a creare posti di lavoro fittizi con i soldi dei contribuenti". Per Peter Spuhler (UDC/TG) non vi è motivo d'investire altri 400 milioni, dopo i due precedenti pacchetti di stabilizzazione, nel momento in cui si dovrà procedere a risparmi per riequilibrare le finanze federali. Il centro e la sinistra hanno invece sottolineato l'importanza di reagire alla crisi che investe la Svizzera. La disoccupazione potrebbe raggiungere il 5,5% nel 2010, ha ammonito la ministra dell'economia Doris Leuthard. A suo modo di vedere, dopo i due precedenti pacchetti in favore dell'economia, è giunto il momento di occuparsi delle persone colpite dalla crisi. UDC, PLR e Partito borghese democratico (PBD), che per un soffio non hanno affossato l'intero pacchetto al termine del dibattito d'entrata in materia, non hanno voluto saperne degli appelli della direttrice del Dipartimento federale dell'economia (DFE). Con 94 voti contro 90 e 4 astenuti, la destra ha soppresso l'articolo che proponeva un aiuto finanziario per interventi di durata determinata ad organizzazioni a scopo non lucrativo. Valutato a 250 milioni, questo provvedimento costa troppo e ad approfittarne sarebbero soltanto 8000 disoccupati il cui diritto alle prestazioni si è esaurito, ha criticato Philipp Müller (PLR/AG). Lo schieramento rosso-verde ha difeso inutilmente questo aiuto essenziale nel momento in cui il numero delle persone alla ricerca di un impiego e giunte alla fine del diritto alla disoccupazione è in crescita. L'ala destra è pure riuscita a chiudere i cordoni della borsa approfittando del freno alle spese, meccanismo finanziario che richiede la maggioranza assoluta della Camera (101 voti). È così stato bocciato un contributo di 40 milioni di franchi destinati al perfezionamento dei giovani giunti alla fine dell'apprendistato che non trovano lavoro. Stessa sorte (30 milioni) per programmi di formazione continua durante la riduzione dell'orario di lavoro. Con 93 voti contro 92, il centro e la sinistra sono riusciti soltanto a salvare un credito di 15 milioni per la formazione continua e la riconversione nel settore dell'energia. La Camera del popolo ha approvato senza discussione anche un credito di 50 milioni per finanziare misure intese in particolare ad agevolare l'autenticazione della firma elettronica. Il Consiglio degli Stati vi si era invece opposto. ATS
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