
Le camere federali continuano a non trovarsi d'accordo sulla pubblicità per vino e birra alla radio e alla televisione: con 95 voti contro 77, il Consiglio nazionale ha oggi ribadito la sua posizione, favorevole a una liberalizzazione. I senatori hanno finora auspicato un divieto generale e domani affronteranno nuovamente la questione. La liberalizzazione permette di evitare una discriminazione di determinati media, nonché dei viticoltori e birrai elvetici rispetto ai concorrenti stranieri, ha argomentato il consigliere nazionale Jean-René Germanier (PLR/VS). Non la pensa così la sinistra, secondo cui un divieto totale si giustifica nell'ottica della prevenzione e della protezione dei giovani. Attualmente la legge vieta gli spot pubblicitari per birra e vino alla Società svizzera di radiotelevisione (SSR), alle televisioni che diffondono su scala nazionale o in un'intera regione linguistica, nonché ai programmi stranieri che trasmettono finestre pubblicitarie speciali in Svizzera, come M6 o Sat 1. Le TV locali e le radio private sono invece autorizzate a pubblicizzare queste bevande alcoliche. La normativa in vigore è in contrasto con la regolamentazione europea che sottopone le finestre pubblicitarie diffuse dalle catene straniere unicamente alla legislazione del loro paese d'origine. Ciò permette ad esempio a TV tedesche di reclamizzare bevande alcoliche anche fuori dalle frontiere nazionali. Dato che Bruxelles fa dipendere da questa regola la partecipazione della Svizzera al programma europeo di promozione cinematografica MEDIA, Berna si è vista costretta a rivedere la sua legislazione. Il Consiglio federale ha così deciso di allentare il divieto di pubblicità, anche per la SSR, senza tuttavia rinunciare a regole proprie a condizione che non siano né spropositate né discriminatorie e che rispondano a un interesse pubblico. Il divieto di pubblicità politica e religiosa, per bevande ad alto contenuto alcolico e per quelle miste (i cosiddetti "alcopop") potrà essere mantenuto. Per il vino e la birra la questione è invece più controversa. ATS
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