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Svizzera
Consiglio nazionale: maggior ricorso alle energie rinnovabili
Redazione
12 anni fa

Per compensare il progressivo abbandono del nucleare, in futuro si dovrà ricorrere maggiormente a fonte energetiche rinnovabili e risparmiare sui consumi privati. Lo ha deciso il Consiglio nazionale affrontando le prime modifiche alla legge federale sull'energia nell'ambito della strategia energetica 2050. Il dibattito prosegue domani mattina. Come per il dibattito sull'entrata nel merito, PLR e UDC non sono riusciti a rallentare - o a "limitare i danni" come dichiarato da Hans Killer dell'UDC argoviese - il cambiamento prospettato dal Consiglio federale e in buona parte ripreso dalla maggioranza della commissione, le cui proposte sono state tutte confermate. Per quanto attiene ai "valori indicativi" da raggiungere, e non gli "obiettivi" come voleva la consigliera federale Doris Leuthard poco contenta di questa definizione un po' vaga, per 118 voti a 55 il plenum si è espresso a favore di un ricorso "accresciuto" alle energie rinnovabili, respingendo una proposta di stralcio di UDC e PLR. La destra teme che tale formulazione possa mettere in pericolo l'approvvigionamento del paese, con danni incalcolabili all'economia. Confermando di essere contro l'immobilismo, ma anche contraria ad ogni eccessiva richiesta, la Camera del popolo ha tuttavia bocciato per 118 voti a 70 la formulazione più ambiziosa del campo rosso-verde, che proponeva un ricorso "preponderante" alle rinnovabili. In merito ai tanto contestati valori indicativi di produzione indigena media di elettricità da fonti rinnovabili di energia - facendo astrazione da quella idroelettrica - per 120 voti a 70 la maggioranza si è espressa per una produzione di 4400 GigaWatt/h da raggiungere entro il 2020 e almeno 14'500 GWh entro il 2035, invece dell'obiettivo più ambizioso di 6500 GW/h nel 2020 e 20'500 GW/h nel 2035 proposto dal campo rosso-verde. Quanto ai consumi individuali, anche in questo caso l'ha spuntata la commissione preparatoria, e il governo. Per 105 voti a 82 e 5 astensioni, il consumo medio di energia per persona e per anno dovrebbe ridursi del 16% rispetto al livello del 2000 entro il 2020 e del 43% entro il 2035. In merito al consumo di elettricità medio per persona e per anno, il progetto governativo prevede una riduzione del 3% rispetto al livello del 2000 entro il 2020 e del 13% entro il 2035. Una minoranza PLR e UDC avrebbe preferito un ritmo meno incalzante, giudicando i "valori indicativi di consumo" del tutto irrealistici, tenuto conto dell'aumento della popolazione e del consumo accresciuto di energia indotto dalla moltiplicazione di gadget elettronici. "Solo Internet consuma l'8% dell'elettricità in Svizzera", ha detto Christian Wasserfallen (PLR/BE), aggiungendo che simili obiettivi rispecchiano i consumi di fine anni '60 del secolo scorso. Circa la collaborazione con i cantoni e gli ambienti economici nell'applicazione della legge, per 96 voti a 95 e 2 astenuti la Camera del popolo non vuole saperne di obbligare i poteri pubblici ad esaminare i provvedimenti volontari dell'economia e, nella misura del possibile, di tenerne conto. Per 111 voti a 78 e 4 astenuti, una maggioranza di destra è riuscita invece a sopprimere un ostacolo in merito all'eventualità della realizzazione futura di centrali termiche a carbone. La sinistra vorrebbe che prima di autorizzare simili costruzioni, le autorità siano obbligate ad esaminare se non sia possibile produrre l'energia sperata facendo ricorso alle rinnovabili.

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