
Muro contro muro oggi al Nazionale durante il dibattito urgente sulla riforma della fiscalità delle imprese approvata dal popolo nel 2008. Tutte le proposte avanzate dal campo rosso-verde per attenuare le conseguenze di questa modifica della tassazione - perdite fiscali assai superiori al previsto - oppure per un passo indietro, sono state bocciate dalla camera. In base a calcoli degli ultimi mesi, la riforma II delle imprese, entrata in vigore a inizio anno potrebbe provocare perdite fiscali per oltre sette miliardi di franchi nei prossimi dieci anni. Prima della votazione si parlava di mancati introiti nettamente inferiori (sui 100 milioni). Visti questi dati, la sinistra ha chiesto il dibattito urgente per un'evoluzione sottaciuta al popolo al momento della votazione. A destra, pur stigmatizzando come Christophe Darbellay (PPD/VS) gli errori di calcolo compiuti dall'amministrazione e in parte ammessi dalla ministra delle finanze Eveline Widmer-Sclumpf, si è sostenuto che un passo indietro adesso rischia di danneggiare la piazza economica elvetica, che ha bisogno di regole sicure per svilupparsi. Inoltre, a fronte dei mancati introiti per il fisco, vi è chi ha accennato alle ricadute positive per l'economia imputabili alla riforma, come la costituzione di decine e decine di holding e un conseguente aumento del gettito fiscale complessivo. ATS
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