
Con 149 voti contro 22, il Consiglio nazionale ha bocciato una proposta di non entrata in materia dei Verdi sugli sgravi fiscali per famiglie con figli nell'imposta federale diretta (IFD). Nettamente respinte anche due proposte della sinistra di rinvio del progetto al Consiglio federale. Nel dibattito d'entrata in materia, una minoranza guidata da Verdi e dall'ala sindacale del PS ha espresso timori circa gli effetti della revisione. Ritiene che innovazioni quali la deduzione fino a 12'000 franchi per le spese di custodia dei figli andranno a profitto soprattutto degli alti redditi. La minoranza si preoccupava anche delle misure di risparmio annunciate per far fronte alla minore entrata dello Stato legata alla crisi economica e a progetti come la più rapida compensazione degli effetti della progressione a freddo. "Non è dunque il momento di decidere perdite fiscali per 600 milioni di franchi", ha sottolineato inutilmente Louis Schelbert (Verdi/LU). Gli altri partiti, compresa una maggioranza di socialisti, sono dunque entrati in materia. PLR e PS restano convinti che la miglior soluzione consista in una profonda revisione della fiscalità delle famiglie, con il passaggio all'imposizione individuale. In generale ci si accontenta comunque di questo primo passo nella buona direzione, per rispondere a una promessa fatta da tempo. Tuttavia, le opinioni divergono sul modo di procedere a questo sgravio. L'UDC, per esempio, ha difeso il modello familiare tradizionale che vede la madre restare a casa. I democentristi vorrebbero concedere a queste famiglie una deduzione forfettaria di 20'000 franchi. Per raggiungere quest'obiettivo, l'UDC ha nuovamente minacciato di lanciare un'iniziativa popolare. "Ora tocca alle famiglie", ha sottolineato il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz. Con i provvedimenti proposti - sconto di 170 franchi per figlio sulla fattura dell'IFD e deduzione fino a 12'000 franchi per le spese di custodia dei figli da parte di terzi - sono state fatte proposte concrete. Obiettivo: tassare correttamente tutte le famiglie secondo la loro capacità economica, ha aggiunto il presidente della Confederazione, chiedendo alla Camera di mettere in vigore la revisione nel 2011. Il progetto costerà 500 milioni di franchi alla Confederazione e 100 ai cantoni. ATS
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