
Il Consiglio federale vuole inasprire le disposizioni riguardanti la raccolta di informazioni sulle persone che vengono inserite nella banca dati del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). In questo modo reagisce alla recente vicenda della schedature. In giugno la Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG) aveva presentato un dettagliato rapporto sul trattamento dei dati in seno al SIC, in cui esprimeva gravi critiche nei confronti del servizio: negli ultimi anni esso non avrebbe rispettato le leggi quanto al trattamento di dati; inoltre avrebbe raccolto informazioni preventive, senza verificarne l'importanza. Nella sua presa di posizione odierna, il governo si dice pronto a dare seguito alle raccomandazioni della DelCG che non impediscono al SIC di adempiere i suoi compiti legali. In particolare, per quanto concerne le carenze nell'ambito del Controllo della qualità, il Consiglio federale concorda sull'urgenza di intervenire. L'esecutivo condivide inoltre il parere della Delegazione secondo cui il Controllo della qualità è una componente essenziale delle attività di intelligence ed ha pertanto avviato le procedure necessarie per risanare la situazione, si legge in un comunicato diffuso dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Il SIC concretizzerà le misure necessarie per portare a termine i compiti ancora in sospeso nel settore del Controllo della qualità. Inoltre il Servizio sospenderà, nella sua forma attuale, il programma preventivo di ricerca fondato sul controllo delle fotografie dei passaporti, in corso da decenni, e presenterà una proposta di riorientamento tematico. Per le future iscrizioni nel Sistema d'informazione Sicurezza interna (ISIS) saranno emanate direttive più restrittive. La raccolta dati e il controllo della qualità saranno sottoposti a verifica con il ricorso a periti esterni e, se necessario, adeguati. Infine, il Consiglio federale è disposto a provvedere affinché diverse definizioni legali siano formulate in maniera più precisa e ad emanare adeguamenti normativi. Il governo ribadisce però che la protezione dello Stato rimane un compito necessario e che la situazione di minaccia rende indispensabili mezzi e capacità efficienti. Gli attuali organi di protezione dello Stato non devono essere indeboliti, al contrario: è necessario ottimizzarne l'efficacia e l'efficienza, senza ledere i diritti fondamentali. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

