
La riconferma dell'accordo sulla libera circolazione e la sua estensione a Romania e Bulgaria è un "sì" al coerente proseguimento della nostra via bilaterale. Lo ha dichiarato in serata la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf che con le colleghe di governo Doris Leuthard e Micheline Calmy-Rey ha espresso soddisfazione per l'esito della votazione federale di questo fine settimana. L'estensione della libera circolazione ai due nuovi membri dell'UE potrebbe entrare in vigore già il primo aprile. Il previsto regime transitorio di sette anni inizierà una volta che sarà concluso il processo di ratifica, ha indicato Eveline Widmer-Schlumpf. In questa consultazione le regole della Costituzione sono sempre state rispettate. Il Consiglio federale, ha ricordato la ministra di giustizia e polizia, è convinto che il popolo svizzero ha capito la posta in gioco e ha preso una decisione lungimirante. Eveline Widmer-Schlumpf ha voluto rassicurare coloro che temono le conseguenze di un'eventuale ondata migratoria. "Posso garantire che continueremo a considerare questi timori con la massima serietà". Particolare attenzione sarà data all'estensione della libera circolazione a Romania e Bulgaria. "Seguiremo da vicino l'evoluzione dei flussi migratori, le conseguenze per il mercato del lavoro e le assicurazioni sociali", ha sottolineato la ministra grigionese. Doris Leuthard ha dal canto suo affermato che i "no" espressi in questa votazione, soprattutto in un periodo di crisi economica, sono anche una manifestazione di preoccupazione e di paura per il proprio posto di lavoro. Per questo fatto - ha aggiunto - il Consiglio federale sorveglierà da vicino l'evoluzione del mercato del lavoro e gli stipendi. Doris Leuthard ha anche affermato di aspettarsi dalle imprese svizzere che diano la precedenza al reclutamento di forze lavorative in Svizzera. "Sono molto fiera questa sera d'essere Svizzera e ringrazio i concittadini per questa loro scelta", ha esclamato la ministra degli esteri Calmy-Rey. "Gli Svizzeri non hanno ceduto alla paura e sono rimasti razionali". Il "sì" espresso nella proporzione di quasi il 60% rafforza la via bilaterale e conferma che, sebbene difficile, essa si è rivelata un successo. Vi è un interesse comune a Bruxelles e a Berna per svilupparla ulteriormente, ha proseguito Calmy-Rey. Le intense relazioni con l'UE sono vitali per la Svizzera. D'ora in poi esse dovranno entrare in una fase di "approccio dinamico", dato che il diritto europeo evolve. Calmy-Rey non ha voluto dilungarsi su questo tema. In ogni caso - ha aggiunto - "la ripresa automatica delle regole comunitarie è fuori discussione". La consigliera federale ha anche ribadito che questo "sì" non è un "sì" all'entrata del nostro Paese nell'Unione europea. "Il Consiglio federale - ha ricordato - ha confermato che la via bilaterale è quella giusta per la Svizzera e con la decisione odierna questa scelta risulta rafforzata". NOTA: completa e sostituisce bsi 093. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

