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Svizzera
Consiglio federale: per ratifica Convenzione Alpi
Redazione
18 anni fa

I protocolli della Convenzione delle Alpi non ostacolano lo sviluppo economico delle regioni di montagna, anzi facilitano la collaborazione internazionale: ne è convinto il Consiglio federale che oggi ha rinnovato il suo appello al parlamento affinchè ratifichi i documenti. La vicenda si trascina da ormai sette anni. Alla fine del 2001 il governo aveva presentato alle Camere federali i nove protocolli aggiuntivi, ma la destra è insorta facendo opposizione. Essa infatti vede in questi documenti un pericolo per lo sviluppo delle regioni alpine, poiché finirebbero col far primeggiare gli interessi ambientali, a scapito di quelli economici. Per gli oppositori, sono troppe le zone d'ombra che caratterizzano i protocolli, la cui portata - a loro giudizio - va ben oltre la Convenzione delle Alpi. In particolare radicali e UDC si sono opposti al documento sui trasporti, temendo che possa impedire il raddoppio della galleria stradale del San Gottardo. Dopo due anni di tergiversazioni il Consiglio degli Stati ha compiuto un piccolo passo nel giugno 2004, dando il suo benestare, come prima tappa, a tre testi (gestione del territorio e sviluppo sostenibile, protezione del suolo, trasporti), ma ponendo condizioni. Quanto agli altri protocolli (agricoltura di montagna, protezione delle natura e gestione del paesaggio, foreste di montagna, turismo, energia, regolamento del contenzioso), bisognerebbe fare delle esperienze prima deciderne la sorte. Questa tappa dovrebbe venir raggiunta grazie al rapporto su cui il governo si è pronunciato oggi. Le esigenze minime fissate nei protocolli sono già garantite dalla legislazione elvetica e dalla pratica. I documenti non offrono nuove possibilità di ricorso alle associazioni ambientaliste, ma permetterebbero una migliore collaborazione trasnfrontaliera nel campo dei trasporti, dei pericoli naturali e della politica agricola, secondo il Consiglio federale. ATS

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