
Per il momento non vi è motivo di rinunciare all'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Il Consiglio federale intende rispettare il programma. Se ne saprà di più in primavera, quando il governo discuterà il rapporto del Dipartimento federale della difesa (DDPS) sulla politica di sicurezza. Per Ueli Maurer tutto è ancora aperto. Intanto, prosegue la valutazione degli apparecchi che potrebbero sostituire parzialmente i Tiger. I costruttori Dassault (Rafale), EADS (Eurofighter) e Gripen International (Saab Gripen) stanno aggiornando i dati. L'acquisto del nuovo caccia dovrebbe dovrebbe probabilmente essere iscritto nel programma d'armamento 2011. Secondo il ministro della difesa, la rinuncia all'acquisto resta comunque un'opzione. Sebbene la sua proposta "provocatoria" di rinunciare all'acquisto, a questo stadio, sia stata respinta, Ueli Maurer ha nuovamente sottolineato le condizioni finanziarie critiche in cui versa l'esercito. In fatto di spese militari, la Svizzera è in coda al plotone europeo: quest'ultime rappresentano soltanto ancora lo 0,9% del prodotto interno lordo (PIL), contro l'1,8% vent'anni or sono. "Sono convinto che abbiamo bisogno di nuovi aerei da combattimento, già per il fatto di garantire la sicurezza del nostro spazio aereo. Per queste missioni, le forze aeree - ha proseguito Maurer - sono impegnate oltre 400 volte all'anno". Si tratta ora di sapere quando si debba procedere a questo acquisto, ha sottolineato il consigliere federale. Lunedì scorso, la commissione della politica di sicurezza del Nazionale aveva citato l'auspicio del ministro della difesa di rinviare la scelta del nuovo velivo al 2017 e l'acquisto al 2020. Infatti, secondo Ueli Maurer l'esercito ha anche necessità più urgenti. Manca per esempio il materiale per armare una brigata intera, dato che dev'essere usato parallelamente nelle scuole reclute. Nella seduta speciale di ieri pomeriggio, il governo ha riconosciuto la difficile situazione finanziaria dell'esercito e ha incaricato il Dipartimento federale della difesa (DDPS) di fare il punto nel rapporto sulla politica di sicurezza. Come previsto inizialmente, è sulla base di questo documento che sarà presa la decisione sull'acquisto di nuovi aviogetti. Tuttavia, il DDPS non ha più solo la competenza di questo rapporto. Un gruppo interdipartimentale è stato incaricato di rimaneggiarlo. Dovranno essere approfonditi nuovi temi quali le missioni all'estero, la collaborazione con i cantoni e l'evoluzione dell'esercito. Il rapporto farà il punto anche sulla minaccia militare, determinante - ha detto Maurer - per decidere i mezzi finanziari da attribuire al suo dipartimento. Il documento dovrebbe essere disponibile nella primavera prossima. L'acquisto di nuovi aerei è integrato nel bilancio del DDPS, che ammonta a circa 3,85 miliardi di franchi all'anno. In vista di questo acquisto, il dipartimento ha risparmiato negli ultimi anni, presentando programmi d'armamento modesti. Tuttavia, non resterebbero soldi per altri compiti. La proposta di Maurer di rinunciare agli aerei, rivelata la settimana scorsa dalla stampa, ha suscitato vive reazioni tra le cerchie politiche e militari. I borghesi hanno interpretato la reazione del ministro della difesa come un "grido d'allarme", invitando il governo a fornire all'esercito mezzi finanziari a sufficienza. La sinistra si è invece rallegrata all'idea di un possibile abbandono di questo acquisto. ATS
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