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Svizzera
Consiglio federale non riceverà Dalai Lama, polemiche
Redazione
17 anni fa

Il Dalai Lama arriverà martedì in Svizzera per una visita di cinque giorni nel corso della quale nessun membro del Consiglio federale ha previsto di incontrarlo. Questa decisione crea alcune polemiche. Il gruppo parlamentare Svizzera-Tibet accusa il governo di aver ceduto alle pressioni della Cina. La politica sarà accuratamente evitata nel corso della visita del 4 e 5 agosto a Losanna. "Il Dalai Lama viene a trasmettere i suoi insegnamenti religiosi", ha assicurato all'ATS l'ufficio del suo rappresentante in Svizzera. Il capo spirituale dei tibetani è stato invitato dal centro buddista di Losanna per alcune conferenze pubbliche. Il premio Nobel per la pace si recherà in seguito a Ginevra per una conferenza intitolata "finding common ground" che riunirà, dal 6 all'8 agosto, intellettuali cinesi e tibetani e che ha l'obiettivo di promuovere "una migliore comprensione fra le due comunità" e che intende "trovare soluzioni pacifiche alla questione tibetana". I consiglieri di Stato Pascal Broulis e Philippe Leuba e il cancelliere Vincent Grandjean rappresenteranno le autorità cantonali vodesi e si occuperanno di offrire "una buona accoglienza". Nessun membro del Consiglio federale o del Consiglio di Stato ginevrino incontrerà invece il Dalai Lama. "Sono dei codardi!", si è arrabbiato il consigliere nazionale Oskar Freisinger (UDC/VS), vice presidente del gruppo parlamentare Svizzera-Tibet. Il gruppo aveva scritto una lettera il 9 luglio "invitando il Consiglio federale a ricevere ufficialmente il Dalai Lama" e segnalando che "la popolazione svizzera ha costantemente espresso l'importanza che accorda alla solidarietà con il Tibet". Lo stesso gruppo incontrerà il Dalai Lama nel corso della sua prossima visita in Svizzera, nell'aprile del 2010. Il presidente del gruppo Mario Fehr (PS/ZH) parla di "prosternazione" del Consiglio federale di fronte alla Cina. "Le loro spiegazioni sono ridicole, i consiglieri federali possono rapidamente recarsi a Losanna usando gli elicotteri. Pascal Couchepin poteva anche incontrare il Dalai Lama quale ministro della cultura, come l'aveva fatto nel 2005". "La Cina ha fatto pressione sul governo" in vista dei futuri accordi economici con la Svizzera, ha poi concluso. Il governo però si difende: Pascal Couchepin evoca problemi d'agenda, fra le sue vacanze e il Festival internazionale del film di Locarno, che inizierà il 5 agosto. Intervistata a metà agosto dalla Radio svizzera romanda (RSR), Micheline Calmy-Rey aveva smentito pressioni cinesi e assicurato che il governo "aveva cercato una soluzione che corrispondesse al grado e alla personalità del Dalai Lama". Sarà dunque la presidente del Consiglio nazionale Chara Simoneschi Cortesi, prima cittadina svizzera, ad incontrare il leader tibetano il 6 agosto a Losanna. Stando al servizio stampa del parlamento, non si terranno discussioni politiche. Per l'ambasciata cinese in Svizzera, il problema si situa altrove: "il Dalai Lama è una persona dalle molte sfaccettature e i suoi propositi provano che non è neutrale" Interrogato dall'ATS, Feng Haiyang, consigliere dell'ambasciata, precisa che "Cina e Svizzera sono Paesi amici e non si fa pressione su un amico. Speriamo tuttavia che la Svizzera non conceda nessuna piattaforma per i suoi propositi separatisti." Non è la prima volta che il Consiglio federale non riceve il Dalai Lama, venuto in Svizzera per ben 21 volte. Negli ultimi 20 anni è stato ricevuto 5 volte da consiglieri federali, sempre in modo informale. ATS

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