
La Svizzera è "irritata" dall'atteggiamento delle autorità francesi nella vicenda delle informazioni sottratte a Ginevra da un ex informatico della banca HSBC. Il Consiglio federale vuole sospendere la ratifica della convenzione di doppia imposizione che agevola lo scambio d'informazioni con Parigi. Due consiglieri federali - Hans-Rudolf Merz ed Eveline Widmer-Schlumpf - hanno espresso oggi irritazione davanti alla stampa. Vari membri del governo francese non hanno nascosto l'intenzione di utilizzare i dati bancari rubati per promuovere azioni giudiziarie, hanno sottolineato i due ministri elvetici. In uno Stato di diritto, questo modo di procedere non è accettabile, ha sottolineato il ministro delle finanze. Su questa base - ha aggiunto - la Svizzera non può concedere assistenza agevolata. La Francia ha dunque ingannato la Svizzera? Merz è stato prodente, dicendo: "non posso affermarlo". Il ministro delle finanze incontrerà la collega francese dell'economia Christine Lagarde in gennaio e intende interrogarla in merito. Unica certezza per Merz: le autorità fiscali francese erano al corrente. Nell'attesa e fintanto che non sarà fatta completa luce su questa vicenda, Hans-Rudolf Merz vuole sospendere il processo concernente la nuova convenzione di doppia imposizione con la Francia. In ogni caso, le Camere federali non lo hanno ancora approvato. Il Consiglio federale ha trasmesso loro, a fine novembre, cinque accordi rinegoziati, tra cui quello con la Francia. ATS
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