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Svizzera
Consiglio federale a 9 membri, via libera a progetto concreto
Redazione
13 anni fa

Un Consiglio federale di nove membri permetterebbe di garantire un'equa rappresentanza di tutte le regioni e comunità linguistiche svizzere e di ripartire più equamente il lavoro tra i ministri, con effetti benefici sull'attività del governo. Ne è convinta la Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S) che, per 6 voti a 3 (1 astenuto), ha dato seguito a un'iniziativa parlamentare della sua omologa del Nazionale (CIP-N). Grazie a questo voto affermativo, la CIP-N potrà ora elaborare un progetto concreto, indica una nota odierna dei Servizi parlamentari. Non è la prima volta che il tema di un allargamento del collegio governativo viene discusso in parlamento. Il 14 marzo 2013, per esempio, per 21 voti a 20 e due astensioni, il Consiglio degli Stati non aveva dato seguito ad un'iniziativa analoga del canton Ticino, nell'intento di aumentare, tra l'altro, le possibilità che un italofono venisse eletto in Governo. Il voto negativo degli Stati aveva affossato definitivamente questa proposta, visto che anche il Nazionale si era dimostrato refrattario ad aumentare il numero di ministri. Il tema è stato tuttavia rilanciato il 30 agosto scorso dalla CIP-N (13 voti a 6 e 3 astensioni). Nelle sue motivazioni, la CIP-N indicava che, nelle discussioni passate sulla riforma del Governo, si era attribuita "scarsa importanza alla rappresentanza delle minoranze linguistiche in Governo". Con l'attuale costellazione, precisava la CIP-N, la Svizzera italiana non ha praticamente più possibilità di avere un suo rappresentante nella stanza dei bottoni. Allargando il collegio a nove membri si sarebbe invece facilitato l'accesso delle minoranze. L'ultimo consigliere federale italofono è stato Flavio Cotti (1986-1999), che ha diretto il Dipartimento dell'interno prima, e degli affari esteri poi. Nella nota odierna dei Servizi parlamentari, la CIP-S si dice "fiduciosa che la proposta di un'adeguata rappresentanza delle comunità linguistiche possa essere esplicitata nella Costituzione mediante una formulazione ragionevole". Una minoranza giudica tuttavia problematico inserire nella carta fondamentale nozioni come "comunità linguistiche" o "regioni nazionali", considerate troppo vaghe. D'altro canto, i contrari a questa riforma ricordano che le Camere si sono espresse di recente contro un allargamento del governo a nove membri.

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