
La Svizzera ha assunto ufficialmente oggi la presidenza del Consiglio d'Europa. Per sei mesi sarà dunque alla testa del Comitato dei ministri dell'organizzazione paneuropea e intende difendere obbiettivi ambiziosi. Nello scorso semestre la presidenza era stata attribuita alla Slovenia. L'ex repubblica jugoslava ha passato oggi il testimone alla Svizzera nel corso di una breve cerimonia organizzata nella sede del Consiglio d'Europa a Strasburgo, a cui ha partecipato anche la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. La consigliera federale ne ha approfittato per presentare le priorità della Confederazione durante il suo mandato. Calmy-Rey ha ricordato che la Svizzera "attribuisce un'importanza fondamentale al rispetto dei valori che figurano alla base dell'identità europea": vale a dire "la protezione dei diritti umani e la preminenza del diritto, il rafforzamento delle istituzioni democratiche, l'aumento della trasparenza e dell'efficacia del Consiglio d'Europa". In questo contesto, la Confederazione "presterà particolare attenzione al futuro della Corte europea dei diritti dell'uomo quale garante dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Europa", ha dichiarato la consigliera federale. Dal canto suo, in una conferenza stampa odierna, il nuovo segretario generale dell'assemblea, Thorbjörn Jagland, ha fatto sapere che accorderà un'importanza particolare alla presidenza elvetica. In carica dalla metà di ottobre, il norvegese conta sul sostegno della Confederazione ai suoi progetti. ATS
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