
I cantoni che, come il Ticino, sono confrontati a un'esplosione del numero di medici specialisti, potranno reintrodurre una moratoria sull'apertura di nuovi studi. Dopo essersi concesso una "pausa di riflessione", il Consiglio degli Stati ha alla fine approvato la misura con 25 voti contro 15 e 1 astenuto. Il testo torna al Nazionale perché rimangono divergenze. L'evoluzione del numero di nuovi medici che chiedono un numero IVA per poter fatturare le prestazioni è molto diversa a seconda delle regioni, ha spiegato il consigliere federale Alain Berset. Le regioni di frontiera e le grandi città sono quelle che attirano il maggior numero di professionisti stranieri. L'esplosione di specialisti nel 2012 non sembra essere dovuta semplicemente a un "effetto di recupero" dopo l'abolizione della moratoria alla fine del 2011. Anzi la crescita sembra accentuarsi. In Ticino, ha sottolineato il ministro della sanità, nei primi quattro mesi dell'anno i nuovi oftalmologi che hanno chiesto un numero di fatturazione sono stati il doppio rispetto a tutto il 2012, quello dei nuovi cardiologi in soli quattro mesi è già più elevato rispetto a tutto lo scorso anno. Per frenare questa "inondazione", dobbiamo dare ai cantoni che lo richiedono la possibilità di svolgere un ruolo regolatore, ha sottolineato la ginevrina Liliane Maury Pasquier (PS). Non si tratta di impedire a nuovi medici di svolgere il loro lavoro, ma di "permettere loro di nuotare in acque tranquille". Anche Urs Schwaller (PPD/FR) ha insistito sul fatto che la moratoria non è obbligatoria, i cantoni sono liberi di scegliere se reintrodurla. La moratoria, che non riguarda farmacisti, internisti degli ospedali, medici di famiglia e pediatri, entrerà in vigore a partire da luglio. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

