
Il Consiglio federale, se vuole vietare l'esportazione di beni sensibili a duplice uso (militare e civile) come gli aerei Pilatus, può basarsi direttamente sulla Costituzione. Il Consiglio degli Stati ha rifiutato oggi, con 20 voti a 10, di legiferare in materia. I "senatori" non hanno voluto affrontare la revisione della legge sul controllo dei beni. Traendo insegnamento dalla vicenda dei velivoli Pilatus, venduti al Ciad e utilizzati per scopi militari nella regione del Darfur, il governo vorrebbe avere la competenza di rifiutare permessi di esportazione quando si tratta di "preservare gli interessi essenziali della Svizzera". Questa disposizione riguarderebbe tutti i tipi di beni, come i macchinari utilizzati per la fabbricazione di armi a mano. La maggioranza del Consiglio degli Stati ha ritenuto superflua tale disposizione, affermando che l'articolo 184 della Costituzione già permette al governo di prendere decisioni senza base legale se lo richiedono gli interessi del Paese. La sinistra ha appoggiato la richiesta del Consiglio federale, considerando che la revisione della legge darebbe un segnale politico forte della volontà di chiarire la situazione evitando nuovi casi del tipo Pilatus. La ministra dell'economia Doris Leuthard ha rammentato che il Parlamento aveva aspramente criticato il governo quando si è basato sull'art. 184 della Costituzione nei casi Tinner e UBS. ATS
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