
Dal 2010, sarà più difficile conservare a casa il proprio fucile d'assalto, una volta conclusi gli obblighi militari. Si dovrà aver compiuto non più due, ma quattro esercizi di tiro nei tre anni precedenti la fine del periodo di servizio. Lo ha reso noto oggi il Dipartimento militare della difesa. Nel 2004, circa il 43% dei militari esonerati hanno portato a casa la propria arma. Tre anni dopo, questa proporzione è scesa al 23%. Il primo aprile 2005 è infatti entrata in vigore una nuova regolamentazione più severa. Le spese (60 franchi per il Fass 57 e 100 franchi per il Fass 90) legate alla trasformazione del fucile saranno d'ora in poi a carico dell'interessato. Nel corso degli ultimi tre anni di servizio, quest'ultimo dovrà inoltre aver svolto due esercizi di tiro federali (tiri in campagna e/o esercizi obbligatori). Nuovo giro di vite nel 2010: per lo stesso periodo saranno richiesti due tiri in campagna più due esercizi obbligatori. Questa revisione dell'ordinanza non pregiudica affato le decisioni che saranno prese sulla base del rapporto sul deposito dell'arma militare a casa, ha precisato oggi il Dipartimento federale della difesa. Il nuovo consigliere federale Ueli Maurer, fautore del mantenimento dell'arma personale a casa, analizzerà ancora questo documento in modo approfondito. Farà poi proposte al Consiglio federale. Pubblicato a metà novembre, il rapporto proponeva varie piste da seguire: dal deposito volontario all'arsenale alla rinuncia totale dell'arma a domicilio. In merito all'acquisto del fucile al termine dell'obbligo militare, il documento citava l'obbligo di presentare un estratto del casellario giudiziale, di disporre di un certificato di proprietà, nonché di escludere ogni possibilità di vendita. ATS
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