Cerca e trova immobili
Svizzera
Consegnati dati di clienti a USA senza autorizzazione: per TF condanna possibile
Consegnati dati di clienti a USA senza autorizzazione: per TF condanna possibile
Consegnati dati di clienti a USA senza autorizzazione: per TF condanna possibile
Redazione
8 anni fa
Il caso è rinviato al Tribunale penale federale. Quest'ultimo dovrà stabilire se la consegna dei dati di clienti rappresenti un atto illegale e scorretto

Il Tribunale federale (TF) ha ammesso un ricorso del Ministero pubblico della Confederazione contro l'assoluzione del presidente del consiglio di amministrazione (cda) della società swisspartner Investment Network AG. L'uomo aveva consegnato dati di clienti al fisco americano senza autorizzazione.

Nel maggio 2018, il Tribunale penale federale (TPF) ha prosciolto il presidente dall'addebito di atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno Stato estero. Cinque anni prima l'imputato aveva fornito, attraverso un avvocato, i dati di 109 clienti della sua società di servizi finanziari alle autorità fiscali americane. Intendeva porre così fine al contenzioso con gli Stati Uniti.

Nella loro sentenza i giudici di Bellinzona non avevano considerato l'intenzione di commettere un reato e avevano quindi assolto il presidente del consiglio. Prima di attraversare l'Atlantico con una chiavetta USB contenente i controversi dati, l'uomo aveva ordinato due perizie giuridiche. Queste ultime giungevano alla conclusione che la consegna delle coordinate dei clienti americani della società senza il permesso delle autorità svizzere fosse legale.

Il TF ritiene in una sentenza pubblicata oggi che il presidente del cda non poteva invocare l'errore sulla illiceità - ossia che avrebbe agito credendo che ciò che faceva fosse autorizzato.

Al contrario, il fatto di richiedere due perizie dimostra che fosse cosciente di muoversi in una "zona grigia", sottolinea l'alta corte. Inoltre gli autori di questi rapporti non escludevano completamente la possibilità di una infrazione. Per questa ragione, il presidente del cda - lui stesso avvocato - non poteva ritenere che stesse agendo correttamente.

Il caso è rinviato al Tribunale penale federale. Quest'ultimo dovrà stabilire se la consegna dei dati di clienti rappresenti un atto illegale e scorretto.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata