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Grigioni
Confermata l'assoluzione del parroco accusato di stupro
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Ats
8 ore fa
I giudici di Mon Repos hanno respinto il ricorso di una donna, ex collaboratrice domestica del parroco che sosteneva di essere stata violentata dal religioso

Il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso di una donna che sostiene di essere stata violentata da un parroco nei Grigioni. Già in precedenza il Tribunale cantonale retico aveva assolto l'uomo dall'accusa, condannandolo però per possesso di video violenti.

A seguito della sentenza del Tribunale cantonale, emessa nella primavera del 2023, la donna ha fatto ricorso presso il TF, contestando un'assoluzione definita arbitraria. L'Alta corte, in una decisione pubblicata oggi, ha tuttavia confermato le ragioni dell'istanza precedente.

Rapporti sessuali in diverse occasioni

Il prete, originariamente attivo in Germania, nel 2017 ha assunto un incarico nell'Oberland grigionese. I due protagonisti della vicenda erano in contatto a causa di questioni religiose irrisolte. La donna ha quindi seguito il sacerdote in Svizzera e ha lavorato come collaboratrice domestica per lui. Durante questo periodo si sono verificati ripetuti rapporti sessuali.

Lei lo ha infine accusato di averla messa sotto pressione e di averla costretta più volte ad avere rapporti sessuali. Il parroco avrebbe minacciato di scatenare su di lei l'ira di Dio qualora si fosse opposta alla sua volontà. In precedenza, secondo quanto da lui stesso dichiarato, il sacerdote l'aveva liberata da «un'influenza demoniaca», si evince dall'atto d'accusa.

Il Tribunale cantonale dei Grigioni ha stabilito che le descrizioni della donna non fossero esenti da suggestione e ha quindi assolto il parroco su questi punti. Una linea che viene ora ripresa anche dal TF.

Video violenti

Per contro, nel marzo 2023 il Tribunale cantonale ha condannato il parroco per possesso di contenuti violenti. Era in effetti in possesso di diversi video e immagini di atti di violenza crudeli e in alcuni casi li aveva anche diffusi.

Nelle 22 immagini e nei sette video rinvenuti sono visibili scene di violenza in cui delle persone vengono uccise o torturate. Il Tribunale cantonale gli ha quindi inflitto una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 30 franchi.

Il parroco non esercita più la sua attività nei Grigioni.