
La decisione di non partecipare alla conferenza dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) dello scorso ottobre a Parigi non è stata presa né da Hans-Rudolf Merz, allora convalescente, e neppure dalla sua sostituta Eveline Widmer-Schlumpf, ma dall'amministrazione federale. La decisione di non andare a questa conferenza è stata adottata dalla segretaria generale del dipartimento delle finanze (DFF) Elisabeth Meyerhans, ma su proposta di vari servizi, ha reso noto oggi la RSR. "Si tratta di servizi del DFF e del DFAE", ha precisato all'ATS la portavoce del DFF Delphine Jaccard. L'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), quella delle finanze - che appartengono entrambe al Dipartimento federale delle finanze (DFF) - e la divisione politica V del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) che coordina le politiche settoriali hanno optato per la non partecipazione, ha indicato la portavoce. La decisione è stata presa il 16 ottobre 2008 e Merz non è stato interpellato. Bisogna comunque ricordare che in quel periodo il ministro delle finanze era in ospedale. La sua supplente Widmer-Schlump ascoltava le raccomandazioni dell'amministrazione, ha aggiunto Jaccard. Va inoltre sottolineato che Lussemburgo e Austria avevano preso la stessa decisione e a tutto questo si deve aggiungere il caso UBS. Il vertice ministeriale di ottobre del 2008 a Parigi aveva riunito 17 paesi membri dell'OCSE. Il tema al centro dell'incontro era la lotta ai cosiddetti paradisi fiscali. La settimana scorsa si è appreso che la Svizzera non ha ancora ricevuto un invito ufficiale per la riunione dell'OCSE di Berlino sui paradisi fiscali in programma il 23 giugno. Il Ministero tedesco della finanze ha fatto sapere che solo i partecipanti alla conferenza di Parigi sono invitati. Berna quindi non vi figura. A Berlino proseguiranno le discussioni avviate in ottobre. ATS
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