
Le Camere federali non sono finora riuscite ad accordarsi sul terzo "pacchetto" congiunturale. Mentre il Consiglio degli Stati ha sostenuto per tre volte i programmi per i disoccupati di lungo corso e dei giovani, il Nazionale ha rifiutato ogni volta di concedere i relativi crediti, pigiando sul freno alle spese. Una conferenza di conciliazione dovrà dunque cercare di dipanare la matassa. La proposta di compromesso sarà sottoposta ai deputati domani. Finora i due Consigli sono rimasti sulle rispettive posizioni. Il Nazionale è spaccato in due schieramenti: da un lato, il PLR e l'UDC, contrari a ogni aiuto statale al mercato del lavoro; dall'altro, PS, Verdi e PPD, che chiedono invece un intervento temporaneo della Confederazione per dare una mano ai disoccupati. Grazie alla maggioranza di centro-sinistra, la Camera del popolo ha accettato di misura tutti gli aiuti destinati alle persone in difficoltà sul mercato del lavoro. Tuttavia, a causa del freno alle spese (richiede la maggioranza assoluta di 101 voti per l'approvazione di nuove spese uniche superiori ai 20 milioni), i crediti necessari non sono stati liberati. Se il Nazionale dovesse mantenere questa sua posizione anche con il compromesso della conferenza di conciliazione, il terzo programma di misure congiunturali verrebbe definitivamente bocciato. ATS
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