
La vertenza tra i produttori di programmi per computer "open source" e l'Amministrazione federale finirà davanti al Tribunale federale (TF). Essi rimproverano al Tribunale amministrativo federale (TAF) di non essere entrato nel merito del loro ricorso contro l'attribuzione di un contratto milionario a Microsoft. I giudici del TAF sono del parere che i programmi "open source" non entrano in considerazione per l'appalto in questione. Il tribunale ha pertanto concluso che i produttori "open source" non sono stati danneggiati in questo caso e che quindi non sono legittimati a presentare ricorso. Contro questa sentenza, gli 11 produttori che avevano sporto denuncia hanno deciso di rivolgersi al Tribunale federale. "Il problema è che il TAF non ha esaminato se per l'attività richiesta c'è effettivamente un solo produttore a disposizione", ha detto il loro avvocato. La vertenza è nata dopo che l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) aveva assegnato nel febbraio del 2009 un contratto da 42 milioni di franchi a Microsoft senza organizzare un un concorso pubblico. Un programma "open source" è un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) permettono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. La collaborazione di più parti permette al prodotto finale, gratuito o a pagamento, di raggiungere una complessità maggiore. I programmi "open source" più diffusi sono Firefox e OpenOffice. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

