Cerca e trova immobili
Svizzera
Confederazione, Cantoni e Comuni contro radicalizzazione
Redazione
9 anni fa

I rappresentanti dei governi cantonali e comunali nonché la consigliera federale Simonetta hanno presentato oggi a Berna un Piano di azione nazionale contenente 26 misure contro la radicalizzazione e l'estremismo violento. Tale piano verrà attuato e valutato entro cinque anni, indica una nota della Confederazione. Il Consiglio federale, la scorsa settimana, ha preso atto del progetto e manifestato l'intenzione di promuovere la sua attuazione con un programma d'incentivazione quinquennale. Cinque milioni dovrebbero essere investiti per sostenere progetti sviluppati a livello cantonale e comunale o lanciati dalla società civile. Sono previsti per esempio servizi specializzati e di consulenza sulla radicalizzazione ai quali possono rivolgersi le autorità locali ma anche i famigliari di persone che si sono radicalizzate. Un pool di esperti nazionali dovrebbe poter aiutare Cantoni e Comuni a disimpegnare e reintegrare le persone radicalizzate. Ogni Cantone dovrebbe designare un'autorità competente per il trattamento di persone radicalizzate al di fuori dei procedimenti penali e dell'esecuzione delle pene. Questa dovrebbe proporre volontariamente delle misure. I Cantoni dovrebbero parallelamente sviluppare una gestione interistituzionale della minaccia. Condotto dalla polizia questo approccio mira a riconoscere precocemente il potenziale di pericolo di singoli individui e gruppi già noti alla polizia. Nella prevenzione verrà coinvolta anche la società civile. I responsabili delle associazioni sportive, culturali e ricreative possono essere sensibilizzati alla tematica dalle rispettive associazioni nazionali o dalle autorità cantonali e comunali attraverso informazioni e formazioni. Gli insegnati e gli allenatori sportivi giocano un ruolo importante nello sviluppo della personalità. Nell'ambito scolastico ed extra scolastico, il piano d'azione raccomanda l'elaborazione di strumenti didattici, di materiale pedagogico e di progetti legati ai temi della radicalizzazione e dell'estremismo violento. Interventi mirati possono essere previsti per giovani in situazioni difficili. Le persone attive in ambienti educativi, sociali e giovanili devono essere sensibilizzate e vedersi proporre formazioni e corsi di aggiornamento appropriati. Devono essere in grado di riconoscere precocemente i segnali e i pericoli di radicalizzazione e agire in modo adeguato. Se necessario, devono avere inoltre la possibilità di rivolgersi a un servizio specializzato. Anche le persone che operano in un contesto religioso e quelle incaricate dei richiedenti asilo devono essere sensibilizzate. Lo stesso vale per responsabili di associazioni culturali e del tempo libero. Spetta a ogni Cantone e Comune in base alle sue specificità definire i servizi di consulenza adeguati. Gli scambi di informazione devono inoltre essere facilitati. Una base legale deve ancora essere creata a livello nazionale. Ogni Cantone deve esaminare in collaborazione con il suo preposto alla protezione dei dati in quale misura lo scambio di informazioni possa essere garantito. Il piano d'azione è la seconda parte del programma del Consiglio federale contro il terrorismo. La prima, messa in consultazione in giugno, precisa quali sono le azioni vietate e quale è la pena inflitta.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata