Cerca e trova immobili
Svizzera
Condannato per eccesso di velocità: non può diventare svizzero
Condannato per eccesso di velocità: non può diventare svizzero
Condannato per eccesso di velocità: non può diventare svizzero
Redazione
8 anni fa
Un 67enne funzionario dello Zimbabwe dovrà aspettare prima di poter ottenere il passaporto rossocrociato

Essere pizzicati dopo aver commesso una grave infrazione alla Legge sulla circolazione implica inevitabilmente pesanti conseguenze dal punto di vista penale e finanziario. Spesso, tuttavia, la ‘bravata’ al volente non implica solo il pagamento di una multa salatissima e una visita dal tanto vituperato Medico del traffico. Lo può testimoniare un funzionario dello Zimbabwe di 67anni la cui domanda di naturalizzazione ordinaria è stata respinta proprio a causa di… Via Sicura.

L’uomo, arrivato in Svizzera grazie a una Carta di legittimazione del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE, nell’estate del 2015 era stato condannato a una pena pecuniaria sospesa, a una multa di 750 franchi e a un periodo di prova di 3 anni per gravi infrazioni alla Legge sulla circolazione, tra cui anche l’eccesso di velocità, giustificato da "forti dolori allo stomaco" che lo avevano costretto "a correre a casa il più velocemente possibile".

L'estate successiva, il 28 luglio 2016, il 67enne aveva presentato una domanda di naturalizzazione ordinaria ma l’Ufficio della popolazione e della migrazione del Canton Ginevra aveva rifiutato di entrare in materia in quanto la condanna era ancora iscritta nel suo casellario giudiziale. L'uomo aveva ottenuto parziale vittoria davanti alla Corte di Giustizia, che nel marzo del 2017 aveva rinviato l’incarto all'autorità cantonale, intimandole di esaminare il caso. Cinque mesi dopo l’Ufficio della popolazione aveva dato preavviso favorevole alla sua domanda, ma la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) aveva bloccato tutto non concedendo la necessaria autorizzazione federale, sostenendo che le condizioni legali per l’ottenimento della naturalizzazione non fossero adempiute. Secondo la SEM, inoltre, l’uomo disponeva di conoscenze molto bassi di francese nonostante fosse in Svizzera da 14 anni, tanto da esprimersi spesso in “franglais” (un mix tra francese e inglese).

Il 17 maggio scorso il 67enne si era quindi rivolto al Tribunale amministrativo federale (TAF) ma anche i giudici sangallesi hanno sposato la tesi della SEM. La condanna penale iscritta nel casellario costituisce infatti "un ostacolo al rilascio dell’autorizzazione federale di naturalizzazione". L’uomo, tuttavia, potrà nuovamente presentare una domanda di naturalizzazione una volta terminato il periodo di prova di 3 anni (più altri 6 mesi di attesa), a patto di non commettere altre infrazioni in questo periodo di tempo.

(Sentenza F-2877/2018 del 14 gennaio 2019)

nic

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata