
Il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso di un insegnante vallesano condannato per atti sessuali su allievi minori. La sua pena è di 40 mesi da scontare e un divieto professionale di cinque anni.
L’uomo era stato condannato per fatti avvenuti in una scuola di Sierre fra il 2011 e il 2013. Durante un’esperienza di “risveglio dei sensi”, aveva fatto spogliare allievi di 11 e 13, osservandoli di nascosto. Ha anche organizzato delle “degustazioni di frutta” durante le quali ha messo il suo sesso nella bocca delle vittime, che avevano gli occhi bendati. In una sentenza di 30 pagine, il TF ha respinto tutti gli argomenti dell’imputato, che contestava ogni punto della sentenza. Ad esempio, è stata respinta la messa in questione della credibilità delle vittime. L’insegnante contestava anche di aver visto le ragazzine nude, fatto a suo dire impossibile dal punto in cui si trovava, e negava di aver messo il sesso in bocca d’altri. Le “esperienze” venivano organizzate dall’insegnante al fine di procurargli eccitazione sessuale, secondo i giudici di Losanna. La giustizia vallesana si è poi basata sulle perizie degli esperti psichiatrici, che valutano per l’imputato un rischio di recidiva “medio”. Le versioni fornite dalle vittime combaciano, mentre durante il procedimento le dichiarazioni dell’uomo erano state definite contraddittorie e inesatte.
(Sentenza 6B_123/2020 del 26 novembre 2020)
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