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Svizzera
Condannato e fuggito 20 anni fa, ora sarà estradato
Condannato e fuggito 20 anni fa, ora sarà estradato
Condannato e fuggito 20 anni fa, ora sarà estradato
Redazione
7 anni fa
Accolta la richiesta presentata dall'Italia. Aveva inutilmente chiesto di rifare il processo

Dopo quasi 20 anni salderà infine il suo debito con la giustizia. Parliamo di un cittadino albanese che il 17 novembre del 1999 era stato condannato a Genova a 11 anni e 4 mesi di carcere per reati di droga e che verrà estradato in Italia, dove sconterà la sua pena.

L'uomo era stato arrestato in Svizzera lo scorso 19 giugno e aveva cercato di farsi passare per un'altra persona, ammettendo tuttavia di "assomigliare molto " al ricercato, il cui nome risultava iscritto nel Sistema d'informazione di Schengen (SIS). Inutile dire che non è stato creduto e sei giorni più tardi le autorità italiane ne avevano chiesto l'estradizione.

Il 5 agosto scorso l'Ufficio federale di giustizia (UFG) aveva dato preavviso favorevole e due mesi più tardi il Tribunale penale federale (TPF) aveva respinto il ricorso dell'uomo, che si era quindi rivolto in ultima istanza al Tribunale federale (TF). In particolare, il ricorrente aveva chiesto l'annullamento della decisione del TPF o, in alternativa, il via libera all'estradizione solo in caso di un nuovo giudizio in Italia. Questo, a suo dire, poiché era stato difeso da un avvocato d'ufficio e non di sua scelta e poiché era stato condannato in contumacia.

Al pari dei giudici del TPF, però, anche la suprema Corte federale ha respinto le sue obiezioni. Dalla sentenza dello scorso 23 ottobre emerge infatti che il primo avvocato dell'imputato aveva rimesso il suo mandato nel 1998 e, visto che quest'ultimo non ne aveva nominato uno nuovo, gliene era stato assegnato uno d'ufficio. La condanna in contumacia era invece resa necessaria a causa della sua fuga dal carcere, il 20 giugno 1998, pochi giorni dopo il suo arresto.

Per questi motivi il TF non è entrato nel merito del ricorso, dando coì il via libera definitivo alla sua estradizione. 

 (Sentenza 1C_552/2019 del 23 ottobre 2019)

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