
Si conclude oggi con i colloqui ufficiali la visita di tre giorni in Iran del consigliere federale Ignazio Cassis. Aiuti umanitari, Stati Uniti e rapporti bilaterali sono stati i temi principali affrontati a Teheran insieme al presidente Hassan Rohani e al ministro degli esteri Mohammad Javad Zarif. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è recato nella Repubblica islamica per celebrare il centenario della presenza diplomatica elvetica in Iran. Quest’anno ricorre però anche il 40esimo anniversario del mandato con cui Berna rappresenta gli interessi degli Stati Uniti in Iran, cominciato nel 1980. Cassis è stato accompagnato nel suo viaggio dalla consigliera nazionale Tiana Angelina Moser (PVL/ZH) e dal consigliere agli Stati Thomas Minder (Indipendente-UDC/SH).
“Aiutateci contro le sanzioni”
“L’Iran si aspetta che i Paesi amici e liberi del mondo non rimangano in silenzio davanti al terrorismo economico degli Usa e alle loro misure illegali”. Così ha parlato il presidente Hassan Rohani a margine dell’incontro con il consigliere federale ticinese. La Svizzera rappresenta infatti gli interessi americani in Iran e funge da tramite negli scambi di comunicazioni fra la Repubblica islamica e Washington. Nel linguaggio dei dirigenti di Teheran viene definito come “terrorismo economico” il sistema di pesanti sanzioni imposte dagli Usa alla Repubblica islamica dopo il ritiro degli stessi Stati Uniti dall’accordo sul nucleare del 2015. “La storia - ha affermato ancora Rohani - mostra che l’Iran non si piegherà alle potenze prepotenti”. Ma “le strade si apriranno per gli Usa lo stesso giorno che smetteranno di compiere errori, pagheranno compensazioni per le loro azioni illegali e rispetteranno l’accordo sul nucleare”, ha aggiunto. Le autorità della Repubblica islamica hanno inoltre negato le ricostruzioni secondo cui la missione elvetica sia mirata a una mediazione con gli Stati Uniti, di cui la Svizzera rappresenta gli interessi nella Repubblica islamica.
Canale umanitario
Rohani ha anche sottolineato l’esigenza di attivare lo “Swiss Humanitarian Trade Arrangement” (SHTA), ovvero il canale finanziario elvetico progettato per consentire la prosecuzione di scambi commerciali con l’Iran aggirando le minacce di sanzioni americane anche alle banche internazionali che intrattengano rapporti con Teheran. Tale accordo è stato elaborato dalla Confederazione in collaborazione con gli Stati Uniti e l’Iran, nonché alcune banche e aziende elvetiche. Lo SHTA permette così agli esportatori e alle aziende svizzere di prodotti alimentari, farmaceutici e medici di rifornire la popolazione iraniana di generi di prima necessità senza correre rischi, garantendo un canale di pagamento affidabile presso una banca elvetica per le loro esportazioni in Iran. Il meccanismo garantisce che le transazioni non contravvengono alla legislazione statunitense relative alle sanzioni nei confronti della Repubblica islamica.
Zarif: apprezzo gli sforzi della Svizzera
In mattinata Cassis ha avuto l’occasione di discutere con il ministro degli esteri iraniani. Al centro dei colloqui con Zarif ci sono stati la cooperazione sulle principali questioni regionali e lo sviluppo dei rapporti bilaterali. “Sono contento che abbiamo potuto creare insieme il Canale Umanitario Svizzero per il trasferimento di forniture di cibo e mediche al popolo dell’Iran”, ha scritto su Twitter il capo del DFAE a margine dei colloqui con il suo omologo iraniano, che dal canto suo si è detto “lieto di aver ospitato il ministro elvetico per celebrare il “centenario delle relazioni diplomatiche che durano nel rispetto reciproco”. Zarif, sempre su Twitter, ha poi indicato di “apprezzare gli sforzi della Confederazione per mitigare i sabotaggi statunitensi”, sebbene ritenga che il ritorno “a un normale commercio sia una priorità globale”.
Tre giorni in Iran
Cassis e la delegazione elvetica sono arrivati nella Repubblica islamica nella notte tra venerdì e sabato: la prima tappa è stata la città di Isfahan, dove il consigliere federale ha parlato con scienziati iraniani e con il governatore dell’omonima provincia, prima dello spostamento nella capitale. Fra le varie autorità già incontrate dal ministro degli esteri, vi è anche il presidente del parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf. Ieri il ticinese si è intrattenuto a Teheran con alcuni rappresentanti di imprese elvetiche in Iran, prima di recarsi per una visita all’ambasciata svizzera. In serata ha poi inaugurato una mostra sulla storia delle relazioni fra Svizzera e Iran nello storico giardino Negarestan.
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