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Concessione prorogata alla SSR, ma la durata è ancora da stabilire
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Keystone-ats
3 anni fa
Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, il quale " riconosce l'importanza di una SSR radicata a livello regionale e intende avere una visione d'insieme sul suo futuro sviluppo entro un anno".

L'attuale concessione della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), la cui scadenza è prevista per fine 2024, va prolungata. Tuttavia la durata della proroga sarà stabilita in un secondo tempo. È quanto ha deciso oggi il Consiglio federale. L'esecutivo riconosce l'importanza di una SSR radicata a livello regionale e intende avere una visione d'insieme sul suo futuro sviluppo entro un anno, si legge in una nota governativa odierna. Come detto, la vigente concessione SSR scade alla fine del prossimo anno. Il 7 settembre 2022 il Consiglio federale aveva incaricato il Dipartimento federale delle comunicazioni (DATEC), allora diretto da Simonetta Sommaruga (PS/BE), di avviare i lavori per la nuova concessione. Nella riunione odierna il Governo - con il nuovo responsabile del DATEC Albert Rösti (UDC/BE) - ha però deciso di interrompere per il momento tali lavori. Con la loro sospensione, il Consiglio federale intende mantenere aperte diverse opzioni per il futuro. Entro un anno prevede di avere una visione complessiva della SSR, tenendo conto anche dell'iniziativa popolare "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)", nel caso in cui questa dovesse essere depositata da parte dell'UDC, dell'Unione delle arti e dei mestieri (Usam) e dei Giovani PLR. La durata della proroga dell'attuale concessione sarà quindi decisa in un secondo tempo.

Canone da 335 a 200 franchi

L'iniziativa popolare, lanciata nel marzo 2022 e la cui raccolta delle firme è tuttora in corso, chiede una riduzione del canone radiotelevisivo dagli attuali 335 a 200 franchi. Nel marzo del 2018, il popolo si era tuttavia espresso per un servizio pubblico forte, respingendo con oltre il 70% dei voti l'iniziativa "No Billag". Il comitato borghese e interpartitico a favore del testo "200 franchi bastano!" ritiene che il mandato della SSR debba essere ridiscusso. Mette pure in evidenza il fatto che il popolo abbia respinto il pacchetto di aiuti ai media nel febbraio 2022.

La SSR intende battersi contro l'iniziativa, che se fosse accettata dimezzerebbe il budget dell'azienda radiotelevisiva, stando al suo direttore generale Gilles Marchand. "Vi sarebbero anche perdite di posti di lavoro molto significative", ha precisato di recente Marchand al quotidiano romando "Le Temps". Inoltre i programmi, in particolare quelli sportivi musicali e di fiction, sarebbero fortemente limitati.