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Svizzera
"Con la precedenza indigena possiamo sopravvivere"
"Con la precedenza indigena possiamo sopravvivere"
"Con la precedenza indigena possiamo sopravvivere"
Redazione
10 anni fa
L'UE non commenta il "modello Müller" e attenderà il 16 dicembre. Intanto Juncker pare essersi ammorbidito

Contrariamente al passato, l’Unione europea non ha ancora reagito alle decisioni del Consiglio degli Stati di ieri e della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale di oggi. E, stando a quanto riferito a “der Bund” dalla portavoce del presidente della Commissione europea Jean -Claude Juncker, l’UE non vuole dare la sensazione di immischiarsi nelle vicende politiche svizzere.

L’UE prenderà dunque posizione solo dopo la decisione finale sul tema, prevista per il 16 dicembre. E non è neppure esclusa la convocazione straordinaria del comitato misto Svizzera-UE. “Ci faremo spiegare bene la soluzione votata”.

Dall’UE, intanto, filtrano segnali contrastanti. Alcuni Stati e singoli membri della Commissione temono che la soluzione svizzera vada comunque contro la libera circolazione, altri invece – compreso, pare, lo stesso Juncker – si starebbero convincendo che con la preferenza indigena “si può sopravvivere”.

La versione degli Stati non prevede misure correttive da parte del Consiglio federale, un punto che l’UE ha decisamente gradito. L’obbligo di giustificare una mancata assunzione previsto dalla versione degli Stati (e bocciata dalla Commissione del Nazionale) non ha inoltre preoccupato l’Unione: la possibile lentezza burocratica è vista come un problema svizzero.

Il timore principale dell’Ue rimane però legato al numero di controversie che potrebbero verificarsi. Controversie che potrebbero richiedere l’intervento di tribunali europei… Tutti gli occhi sono quindi puntati sul 16 dicembre, ultimo atto di una vicenda che ha fatto scorrere fiumi interminabili di inchiostro.

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