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Svizzera
Con la canicola c'è meno gente sulla Bahnhofstrasse, «ma i commerci resistono»
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Ats
3 ore fa
A partire dai 30 gradi la frequenza dei passanti lungo la più famosa strada di Zurigo diminuisce sensibilmente – È quanto emerge da uno studio condotto dal Gottlieb Duttweiler Institut

A partire dai 30 gradi la frequenza dei passanti sulla Bahnhofstrasse di Zurigo diminuisce sensibilmente, ma ciò nonostante la spesa nei negozi stazionari dell'intero cantone rimane relativamente costante. È quanto emerge da uno studio del Gottlieb Duttweiler Institut (GDI) pubblicato nel corrente mese.

Con temperature massime giornaliere di 33 gradi alla principale via commerciale elvetica viene a mancare quasi una persona su dieci. L'effetto del caldo si fa sentire soprattutto nelle ore pomeridiane: tra le 12 e le 19, nelle giornate torride (oltre 30 gradi), si perdono tra 1.320 e 2.560 passanti. Dopo le 20 il modello si inverte, ma a quell'ora i negozi sono chiusi. Questo adattamento del ritmo quotidiano alle temperature crescenti rappresenta per il commercio stazionario elvetico una nuova sfida, sostiene il GDI.

La temperatura influenza le decisioni delle persone riguardo al recarsi o meno in centro, gli orari di spostamento, i percorsi e i lati della strada in cui camminare. «Il caldo agisce come una forza che sincronizza in un'epoca in cui i modelli di consumo diventano sempre più eterogenei: esercita uno stimolo fisico a cui molte persone reagiscono con simili adattamenti comportamentali», afferma Gianluca Scheidegger, autore della ricerca, citato in un comunicato.

Malgrado i cambiamenti di comportamento, le spese elettroniche nel commercio stazionario del cantone rimangono relativamente costanti anche con temperature elevate. Ciò suggerisce l'ipotesi che le spese nelle giornate calde non vengano meno, ma si spostino nello spazio: dalle strade commerciali esposte verso luoghi ombreggiati e climatizzati.

I dati svizzeri sul commercio elettronico mostrano peraltro un effetto positivo del caldo: nell'e-commerce le spese nel segmento alimentare sopra i 30 gradi aumentano di circa l'1,4% per ogni grado aggiuntivo. «Il consumo si sposta», spiega Scheidegger. «Nel tempo verso le ore serali più fresche; nello spazio verso zone ombreggiate e interni climatizzati; e digitalmente verso il commercio online.»

Le città europee vivono di strade animate e piazze vivaci: uno spostamento della vita pubblica verso interni climatizzati, come avviene ad esempio negli Emirati Arabi Uniti, è difficilmente immaginabile in Svizzera. Ombra, verde e altri adattamenti climatici nella pianificazione urbana devono quindi contribuire a un centro città vivibile. Allo stesso tempo il commercio deve chiedersi come reagire ai nuovi ritmi quotidiani: c'è da chiedersi se gli attuali orari di apertura siano ancora adatti alla mutata vita urbana. «Le nostre città devono imparare a gestire il caldo: gli agglomerati mediterranei mostrano come questo possa avvenire», conclude Johannes Bauer, dirigente in seno al GDI, a sua volta citato nel documento per la stampa.