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Svizzera
"Con Kim parlo in schwiizerdütsch. Renzetti un amico"
"Con Kim parlo in schwiizerdütsch. Renzetti un amico"
"Con Kim parlo in schwiizerdütsch. Renzetti un amico"
Redazione
8 anni fa
Antonio Razzi in esclusiva a Ticinonews: "Se mi fossi fatto 'i cazzi miei' mio figlio non sarebbe ancora in Svizzera..."

Il 4 marzo sarà un giorno di votazioni importante non solo in Svizzera, con l'ormai nota iniziativa "No Billag", ma anche in Italia, dove si voterà per il nuovo Governo. Pochi volti nuovi nelle liste delle principali forze politiche, che sembrano aver preferito l'"usato sicuro". Tra questi però spicca un escluso eccellente: Antonio Razzi, senatore noto anche alle nostre latitudini sia per le imitazioni del comico Maurizio Crozza che, soprattutto, per la sua conoscenza della Svizzera, avendo lavorato per oltre 40 anni a Emmenbrücke, nel Canton Lucerna.

Antonio Razzi, come sta vivendo questi giorni?In modo un po' turbolento... La direzione abruzzese di Forza Italia non ha voluto la mia candidatura, dicendo che in Abruzzo non mi vogliono. Ma non è così! Il popolo abruzzese mi vuole bene perché ho fatto parlare della Regione in tutto il mondo, portando una ventina di ambasciatori a incontrare i rappresentanti economici abruzzesi. E, ogni volta che prendo il pullman per tornare a Pescara, un sacco di gente vuole fare la foto con me. A me piace stare in mezzo alla gente, mica come altri che si muovono con la scorta e con l'auto blu. Persone a cui dà fastidio la gente come me.

Forza Italia le aveva però dato la possibilità di candidarsi per le circoscrizioni all'estero...Hai capito? Dopo 41 anni di lavoro in Svizzera, sono finalmente tornato a vivere nella mia Pescara e loro volevano che tornassi a fare l'emigrante. Mi hanno detto "Torna alla tua Svizzera", ma come faccio adesso che sono sempre in Abruzzo e che torno nella Confederazione solo ogni tanto, per andare a trovare mio figlio. Gli svizzeri direbbero che vado lì per i voti e questo a me non piace, anche se con la popolarità che avevo mi avrebbero votato tutti.Quindi è stato fatto fuori...Sono sempre stato fedele a Forza Italia, ma si è visto questa fedeltà a cosa è servita. E intanto c'è gente come Lupi e Schifani che sono tornati dopo aver cambiato casacca a seconda del vento che tirava. Mentre io ho sempre lavorato per il partito, con la serietà che ho imparato in Svizzera.

Che valore aggiunto le ha dato l'aver lavorato in Svizzera?Ho imparato l'educazione e la serietà: se dico una cosa è quella. Se dico a una persona che posso trovargli un lavoro poi lo faccio, non è che prima glielo prometto e poi faccio finta di nulla. E poi, prendendo esempio dal modello svizzero, ho proposto leggi sul gioco d'azzardo e sulle case chiuse. Cose che ora Salvini mi copia. Ho portato una ventata nuova in Abruzzo e questo ha dato fastidio a chi pensa solo alle chiacchiere e che pensano "ai cazzi loro" come dice Crozza.

Però quella è stata una ripresa nascosta che è stata fatta a lei...Sì, ma per spiegare come ragionano certi politici in Italia. E lo avrei detto anche senza telecamera nascosta, solo che per rispetto ai miei figli senza parolacce.La politica le ha permesso di farsi i "cazzi suoi"?I miei figli hanno studiato a Lucerna: uno lavora in Spagna e un altro è ancora in Svizzera. Secondo lei se mi fossi fatto i miei interessi non li avrei fatti tornare in Italia? La mentalità che ho imparato in Svizzera non mi permette di fare scemenze. Anche quando parlavo in quelle riprese delle pensioni è chiaro che non parlavo di me, dato che ho 41 anni di contributi, ma degli altri politici.

Secondo il giornalista de La Zanzara David Parenzo, lei è arrabbiato per l'esclusione dalle liste per i mancati guadagni.Guardi, io Parenzo lo conosco bene: è un miliardario che ha soldi a non finire. Gli dà fastidio quando un operaio come me riesce a fare un passo in più nella propria vita. Lui ha tutto mentre pretende che gli altri rimangano poveri. Se senti la Zanzara non c'è neanche una persona che parli bene di Parenzo: ci sarà un motivo...  

Pensa lo stesso di Giuseppe Cruciani?No, lui a volte mi fa arrabbiare ma è più sincero. E' proprio Parenzo che è un comunista della vecchia Russia di una volta. 

I rapporti tra Ticino e Italia sono, su alcuni temi, burrascosi: cosa perde la politica transfrontaliera dalla sua esclusione?Un referente che conosceva bene sia la politica italiana che quella svizzera. Ho tanti amici politici in Ticino ed è un peccato non poter più avere un ruolo ora che Cassis è Ministro degli Esteri.A proposito, è contento della sua elezione in Consiglio Federale?Certo! Ignazio è un ragazzo in gamba e gli ho fatto i complimenti su Whatsapp. E non dimentichiamo che a Berna c'è anche il mio caro amico Marco Chiesa.Con tutto il rispetto per Chiesa, ma è più nota la sua amicizia con Kim Jong Un.Sono l'unico occidentale che ha un vero rapporto di amicizia con Kim. E l'ho anche fatto sorridere, quando gli ho cominciato a parlare in schwiizerdütsch, dato che ha fatto l'università a Berna. E ora con la Corea abbiamo aperto una scuola calcio in Umbria grazie alla quale abbiamo scoperto Han, che è un fenomeno...

Meglio Kim o Berlusconi?Ma che domande... Berlusconi perché è un genio: suo padre gli ha dato 30 milioni di lire e lui ora ha i miliardi. Si è inventato tutto: come Berlusconi ne nasce uno ogni cent'anni. Mentre a Kim gli ho dovuto tirare le orecchie per dirgli che il signore ci ha fatto la bocca per parlare, non per scatenare guerre.

Proprio per questo ha cercato di organizzare l'incontro con Trump?Gli ho fatto campagna elettorale, dicendo a tutti gli americani di votare Trump. Mi ha convinto quando ha detto che voleva riaprire il discorso con la Corea del Nord. Gli ho mandato una lettera in inglese, che non ho scritto io, spiegando che avrei potuto proporre un incontro. Purtroppo non mi ha fatto sapere nulla e di certo non parlo a nome suo fintanto che non mi dà una conferma, ma sono ancora pronto e disponibile a organizzare un meeting. 

Parole più da diplomatico che da Senatore.Guardi che se il "mio connazionale", perché mi sento anche un po' svizzero,  Max Goeldi è stato liberato nel 2010, dopo due anni di detenzione in Libia, è stato grazie anche al mio intervento, quando ho richiesto il suo rimpatrio direttamente al Segretario Generale per gli Affari Esteri libico Shahoumi. Anche l'allora Consigliera Federale Micheline Calmy-Rey mi aveva ringraziato per il supporto.

Ora però sembrerebbe tutto finito. Con che sentimenti lascia il mondo politico?Non sono arrabbiato e sono convinto che Berlusconi neanche sappia di come la dirigenza abruzzese di Forza Italia si sia comportata nei miei confronti. Però mi dispiace che gente che vale poco adesso è candidata mentre io vengo fatto fuori così. Ero il senatore impossibile che è diventato possibile. Ma è andata così. Mi fa piacere però che anche in Ticino vi ricordiate di me e saluto i miei paesani Giordano De Lucia e Angelo Renzetti: a Pescara andiamo dallo stesso barbiere...

MS

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