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Svizzera
Con i cappucci del KKK al carnevale, ecco cosa rischiano
Con i cappucci del KKK al carnevale, ecco cosa rischiano
Con i cappucci del KKK al carnevale, ecco cosa rischiano
Redazione
7 anni fa
In Svizzera fare il saluto nazista non rappresenta di per sé un reato. Ma mascherarsi da clansmen può esserlo...

Ha suscitato parecchio scalpore il video dei 12 estremisti di destra che lunedì scorso hanno sfilato per le strade di Svitto durante il carnevale con indosso i macabri cappucci a punta e le tuniche bianche del Ku Klux Clan, con tanto di fiaccole accese e bandiera rosso-bianco-nera con la croce celtica in bella vista. La ‘bravata’ è stata immortalata in un video girato da un lettore del Blick e non è passata inosservata neppure alla Polizia, che ha avviato un'indagine. Ma cosa rischiano i 12 estremisti?

Innanzitutto va premesso che in Svizzera fare il saluto nazista non rappresenta di per sé un reato penale. È quanto ha stabilito il Tribunale federale nel 2014, sottolineando che il gesto può essere considerato un reato solo se l’autore intende promuovere apertamente un’ideologia razzista, spingendo il pubblico ad aderire alle sue posizioni. In quell’occasione i giudici di Mon Repos avevano annullato la condanna inflitta a un partecipante a una manifestazione di estrema destra tenutasi sul praticello del Grütli l'8 agosto del 2010. L’uomo aveva alzato il braccio destro per una ventina di secondi mentre veniva recitato il giuramento del Grütli, estratto dal "Guglielmo Tell" di Friedrich Schiller. Motivando la sua decisione, l'Alta Corte aveva ricordato come in un rapporto del 30 giugno 2010 sul divieto di esibire in pubblico simboli razzisti il Consiglio federale si fosse espresso allo stesso modo.

Ciò significa che i 12 aspiranti clansmen - legati a gruppi quali Blood and Honour e Arian Brotherhood - la passeranno liscia? Assolutamente no. “Anche in questo caso va verificata l’applicabilità dell’art. 261bis del Codice penale (Discriminazione razziale)”, ha spiegato a Ticinonews il già procuratore pubblico Nicola Corti. “Il solo fatto di andare in giro mascherati non basta, neppure il fatto di inscenare atti tipici del KKK basterebbe, ma il fatto che a vestirsi cosi siano stati membri di associazioni come la Fratellanza Ariana, in possibile comunione di intenti con le ideologie del KKK, impone di verificare se non si sia trattato comunque di una modalità per propagare pubblicamente un’ideologia intesa a discreditare sistematicamente i membri di una razza, etnia o religione, sotto il paravento della bravata di carnevale”.

Trattandosi di un delitto, i 12 incappucciati corrono dunque un rischio di una pena detentiva sino a 3 anni.

nic 

Art. 261bis CP - Discriminazione razziale

Chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione;

chiunque propaga pubblicamente un'ideologia intesa a discreditare o calunniare sistematicamente i membri di una razza, etnia o religione;

chiunque, nel medesimo intento, organizza o incoraggia azioni di propaganda o vi partecipa;

chiunque, pubblicamente, mediante parole, scritti, immagini, gesti, vie di fatto o in modo comunque lesivo della dignità umana, discredita o discrimina una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione o, per le medesime ragioni, disconosce, minimizza grossolanamente o cerca di giustificare il genocidio o altri crimini contro l'umanità;2

chiunque rifiuta ad una persona o a un gruppo di persone, per la loro razza, etnia o religione, un servizio da lui offerto e destinato al pubblico,

è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

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