
I costi per gli autotest, disponibili gratis da aprile nelle farmacie per tutti, rimangono a carico dello Stato, ossia del contribuente. Farli pagare agli stranieri, in primis i frontalieri, sarebbe troppo complicato, secondo il Consiglio federale che invita il plenum a respingere una mozione di Lorenzo Quadri (UDC-Lega/TI) che avrebbe voluto accollare tali spese ai paesi di provenienza.
Per Quadri una spesa troppo eccessiva
La regolamentazione prevede che i tamponi “fai da te” (5 al mese) siano gratuiti - ovvero: a carico della collettività - non solo per i residenti in Svizzera, ma anche per i frontalieri (oltre che per i cittadini di Campione d’Italia), scrive Quadri. Tenendo conto che in Svizzera i frontalieri sono circa 345mila, il deputato leghista stima una spesa mensile di 20,7 milioni di franchi (12 franchi per test moltiplicato per 5 e poi per 12). Secondo il ticinese, “è palese che questo importante costo non può semplicemente essere accollato ai cittadini svizzeri. A maggior ragione in tempi di crisi finanziaria”. Tale spesa andrebbe quindi messa a carico dei rispettivi paesi di provenienza oppure ai Cantoni andrebbe data la possibilità di recuperare il denaro deducendo la somma dai ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri.
La risposta del Governo
Nella sua risposta alla mozione, il Consiglio federale sottolinea che i test rappresentano un provvedimento fondamentale nella lotta alla pandemia. Un aspetto importante di tale strategia consiste nel testare i frontalieri, così da scongiurare potenziali contagi in Svizzera. Chiunque soggiorni periodicamente nel nostro Paese deve poter accedere alle strutture di test presenti sul territorio svizzero. Per questo, chi non è coperto dall’assicurazione malattia o non dispone di una tessera di assicurazione malattie valida può comunque ritirare cinque test autodiagnostici ogni 30 giorni. Tra queste persone, sottolinea l’esecutivo, rientrano per esempio i diplomatici, i dipendenti delle organizzazioni internazionali, i turisti, gli studenti stranieri domiciliati in Svizzera, ma anche i frontalieri.
Pioritario l’accesso facilitato ai test
A detta del governo, è quasi impossibile distinguere questi ultimi dalle altre persone sprovviste della tessera di assicurazione malattie o verificare il domicilio ogni volta che vengono ritirati i test. In questi casi la Confederazione assume il rimborso dei costi. Il Consiglio federale è consapevole che con questo sistema sussiste un certo potenziale di abusi, tuttavia considera prioritario l’accesso facilitato ai test. In virtù della decisione del 25 agosto, la Confederazione si assume i costi per il ritiro di un massimo di cinque test autodiagnostici ogni 30 giorni per le persone non vaccinate e non guarite ancora fino al 30 settembre 2021. I test autodiagnostici continueranno tuttavia a essere ritirabili a pagamento.
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