
La riorganizzazione delle commissioni extraparlamentari propugnata dal Consiglio federale viene valutata in modo molto diverso dagli ambienti consultati: mentre i partiti borghesi auspicano misure più incisive, PS e Unione sindacale svizzera (USS) si oppongono alla soppressione e alla fusione di diverse commissioni.
Verifica ogni quattro anni
La decisione del governo risale al 28 gennaio scorso. Nel comunicato l'Esecutivo ricordava che la ragion d'essere, i compiti e la composizione delle commissioni extraparlamentari sono verificati globalmente ogni quattro anni, in occasione del loro rinnovo integrale. Da un esame eseguito internamente all'amministrazione, si prevede quindi di sciogliere nove commissioni extraparlamentari, riorganizzare completamente la Commissione federale di accreditamento, ridurre il numero di membri della Commissione delle professioni mediche e fondere nove commissioni per ridurle a tre. Considerando gli scioglimenti decisi e quelli sottoposti alla consultazione, il numero delle commissioni extraparlamentari potrebbe ridursi di oltre il 20% entro inizio gennaio 2028.
Evitare i contatti diretti
Inoltre, il Consiglio federale intende vietare ai membri delle commissioni e alle rispettive segreterie di intrattenere contatti diretti col Parlamento. Salvo le eccezioni previste dalla legge, gli abboccamenti potranno essere stabiliti solo tramite le autorità competenti.
PLR e UDC a favore
PLR e UDC accolgono con favore lo sfrondamento prospettato dal Consiglio federale, che secondo loro rafforza l'efficienza dell'amministrazione. Il PLR avrebbe auspicato misure ancora più incisive, mentre l'UDC pensa che diverse altre commissioni non interessate dalla riforma dovrebbero essere soppresse, tra cui la Commissione federale contro il razzismo. L'UDC accoglie inoltre con favore la limitazione della libertà di contatto delle commissioni col Parlamento. Si tratterebbe di un passo necessario, ma non ancora sufficiente, per impedire un lavoro di lobbismo giudicato problematico.
Le voci contrarie
Contro la limitazione dei poteri di comunicazione si esprimono invece l'Unione delle città svizzere, l'organizzazione mantello delle associazioni di persone con disabilità Inclusion - Handicap, nonché diverse commissioni non interessate dallo scioglimento o dalla fusione. Su questo aspetto, PS e USS non si esprimono. Nelle loro risposte alla consultazione, tuttavia, respingono tutta una serie di scioglimenti e fusioni. L'USS, come il PS, l'Unione svizzera dei contadini e Gastrosuisse, si oppongono in particolare alla fusione della Commissione tripartita federale per le misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone e la Commissione federale del lavoro. Un simile accorpamento viene considerato un attacco alla tutela dei salari.
Scioglimenti e fusioni
USS e PS respingono anche la prevista fusione della Commissione federale dell'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità con la Commissione federale della previdenza professionale. Questi pilastri previdenziali differiscono sostanzialmente nella loro organizzazione, finanziamento e attuazione, scrive il PS. Il PS si oppone inoltre allo scioglimento e alla fusione di numerose altre commissioni, tra cui l'abolizione del Consiglio svizzero della scienza. Contro tale eventualità anche la Conferenza dei rettori delle università svizzere Swissuniversities come anche economiesuisse, che per il resto accoglie con favore il progetto. Con lo scioglimento del Consiglio svizzero della scienza, la Svizzera perderebbe una voce indipendente e rappresentativa a livello internazionale nella consulenza in materia di politica scientifica e dell'innovazione, scrive Swissuniversities nella sua presa di posizione.

