
Grazie al voto preponderante del suo presidente Filippo Lombardi (PPD/TI), con 6 suffragi a 5 la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia degli Stati ha deciso di non rinviare al Consiglio federale il progeto di abrogazione della "Lex Koller". La commissione ha dunque respinto la decisione del Nazionale, presa nella sessione di primavera. Grazie a un'alleanza della sinistra e dell'UDC, con 115 voti contro 67, la Camera del popolo aveva rinviato il progetto d'abrogazione al governo, chiedendo misure più incisive contro la speculazione fondiaria e l'eccessiva costruzione di residenze secondarie. Per la maggioranza del Nazionale l'abolizione di questa legge non è ancora matura. In un comunicato, la commissione degli Stati ha fatto sapere di respingere chiaramente il primo punto contenuto nel mandato di rinvio del Nazionale che chiede di esaminare l'introduzione di una durata minima di domicilio in Svizzera per l'acquisto di un bene fondiario. Secondo la commissione, quest'esigenza (che è una delle rivendicazioni dell'UDC) costituirebbe un grande passo indietro rispetto alla situazione attuale. Inoltre, condizioni del genere sarebbero contrarie agli accordi che legano la Svizzera all'Unione europea (UE). La maggioranza ritiene anche che il campo d'applicazione della "Lex Koller" sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero si è notevomente ridotto e che la vendita di immobili agli stranieri non pone più problemi particolari. Una minoranza propone invece di seguire il Nazionale, affinché il Consiglio federale possa proporre nuove misure in materia di pianificazione del territorio, nell'intento limitare il numero delle residenze secondarie vuote e lottare contro la problematica dei cosiddetti "letti freddi". ATS
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